Latina. Le macerie della Midal.

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Da Latina Oggi

Lunedì 23 Aprile 2012 Latina 5

 

Si cercano le destinazioni dei soldi spariti e l’allocazione dei premi di produzione degli ultimi anni

 

Valanga Midal, altri fallimenti

 

Travolte ancora due società satellite dopo il crac del gruppo. L’inchiesta va avanti tra precisazioni e verifiche contabili procede inesorabile l’inchiesta sul caso Midal, uno dei peggiori crac dell’econo-

mia locale, certamente il più grave nel settore del commercio degli ultimi dieci anni.

Il fallimento del gruppo che fa capo a Rosanna Izzi e che è stato amministrato fino al 2010 da Paolo

Barberini miete aziende-vittima ogni giorno che passa. Dopo la dichiarazione di fallimento della

società madre, la Midal appunto, c’erano state altre tre dichiarazioni di fallimento dieci giorni fa e

venerdì la stessa sorte è toccata ad altre due società satellite; su una  terza sono in corso valutazioni. Il terremoto finanziario dunque è delle proporzioni ipotizzate sin dal primo momento: un blocco di circa 40 milioni di euro che ha travolto piccoli e grandi fornitori e ha mandato in mobilità quasi tutti

i dipendenti fino al riassorbimento nei supermercati aperti con i nuovi marchi Sigma Prime e  Conad.

I fallimenti decisi dal Tribunale in questi giorni colpiscono imprese che ruotavano nell’orbita del gruppo Midal, composto non solo da punti vendita ma anche da cellule dedite alla distribuzione e alla logistica, parte quest’ultima rilevata dal Consorzio Alliance. Molti elementi e passaggi dell’ultimo periodo di attività di Midal sono ancora pieni di ombre e interrogativi, fatti rilevare

dai consulenti incaricati dalla Procura di Latina di scandagliare i conti nell’ambito dell’inchiesta

che si muove attorno all’ipotesi di bancarotta fraudolenta. In pratica si sta cercando di capire se il

deficit di Midal è stato provocato dalla sottrazione indebita di somme dal bilancio della società e

dirottate su singoli soggetti; e con quali motivazioni formalmente accettabili, ma sostanzialmente illegittime se non illecite. L’indagine va avanti ormai da due mesi, ossia dal giorno stesso in cui

c’è stata la dichiarazione di fallimento del gruppo che lascia senza speranze molti creditori, alcuni

sono piccole aziende della zona che hanno effettuato forniture alimentari e di manutenzione ai supermercati M i d a l .

Le somme che avrebbero dovuto incassare non sono molto elevate ma capaci a loro volta di portare

al fallimento i titolari. Per questo motivo non è infondato ipotizzare che il terremoto Midal abbia prodotto modifiche e conseguenze molto importanti sul piccolo mondo economico della città di Latina.

 

E intanto è stata fissata per martedì l’udienza davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Latina

per il ricorso proposto dai lavoratori del gruppo che non hanno accettato le condizioni del passaggio a Sigma Prime, perché «penalizzanti ». Si tratta di circa 30 persone che avevano chiesto fossero conservate le condizioni del contratto di lavoro in essere con Gusto Sidis, in quanto quelle  contenute nel nuovo contratto  Sigma Prime non riconoscevano i diritti acquisiti e gli orari.

Senza un accordo la rottura è stata inevitabile e il licenziamento senza successivo riassorbimento nei supermercati che poi hanno riaperto con altri marchi. I lavoratori, rappresentati dalla Flaica

hanno pertanto impugnato il licenziamento davanti al giudice del lavoro cui chiedono la reintegra con le condizioni che avevano in precedenza.

Un primo blocco di ricorsi verrà esaminato dopodomani, un altro in altra udienza fissata per giovedì

mattina. In questi mesi i lavoratori Flaica hanno anche dato vita ad un singolare iniziativa, «Dis Gusto Tour» per contestare i passaggi «non sempre chiari» che hanno portato al trasferimento dei

dipendenti da un’azienda all’altra «con perdita di molti diritti».

Molti di questi lavoratori erano infatti operatori del più importante supermercato del gruppo Midal, il «Gusto Sidis» del centro commerciale Le Torri.