Malattia e visite di controllo. Pubblico impiego.

MalattiaIl nostro ordinamento prevede che i lavoratori assenti dal lavoro per malattia possano essere sottoposti a visite fiscali, volte a evitare fenomeni fraudolenti e abusi delle tutele accordate a coloro che non possono recasi a lavoro a causa del proprio stato di salute.

Sin dal primo giorno di malattia, sussiste in capo al lavoratore un obbligo di reperibilità presso il proprio domicilio per sottoporsi all’eventuale visita del medico fiscale. Continua a leggere

Visite fiscali dipendenti pubblici. Nuovo regolamento

malattiaEntra in vigore il 13 gennaio 2018 il regolamento per le visite fiscali dei pubblici dipendenti

Il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017, il  Decreto Funzione Pubblica 17 ottobre 2017 n. 206, contenente il Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonché per l’individuazione delle fasce orarie di reperibilità, ai sensi dell’articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Continua a leggere

Assenze per malattia e sanzioni. Facciamo il punto.

malattiaL’ingiustificata assenza del lavoratore alla visita di controllo – per la quale l’art. 5, comma quattordicesimo, del D.L. 12 settembre 1983 n. 463, convertito, con modifiche, nella legge 11 novembre 1983 n. 638, prevede la decadenza (in varia misura) del lavoratore medesimo dal diritto al trattamento economico di malattia – non coincide necessariamente con l’assenza del lavoratore dalla propria abitazione, potendo Continua a leggere

Dipendenti pubblici, assenze per visite mediche.

Funzione Pubblica: la disciplina delle assenze per visite mediche

Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con circolare n. 2 del 4 febbraio 2014, detta alcune disposizioni operative ai datori di lavoro pubblici finalizzati all’interpretazione da fornire all’art. 55 – seppie, comma 5 ter, del D.L.vo n. 165/2001, come modificato dal D.L. n. 101/2013 poi convertito, con modificazioni, nella legge n. 125/2013. Continua a leggere

Licenziamento per malattia. Stesso Tribunale, interpretazione opposta.

Tribunale di Milano: licenziamento per superamento del periodo di comporto e tentativo obbligatorio di conciliazione

 Il Tribunale di Milano, con ordinanza del 22 marzo 2013, ha affermato che il licenziamento per superamento del periodo di comporto deve essere preceduto dal tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dall’art. 7 della legge n. 604/1966, come modificato dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92/2012. L’obbligo scaturisce dal fatto che tale tipo di recesso è assimilabile al licenziamento per giustificato motivo oggettivo: il giudice ha ritenuto che la circolare n. 3/2013 del Ministero del Lavoro che escludeva la procedura conciliativa “non può contraddire la norma legale”.

Sull’argomento va, peraltro, ricordato come lo stesso Tribunale di Milano (con altro giudice) con ordinanza de5 marzo 2013  aveva stabilito che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non implicava il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto nell’ipotesi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, essendo “ontologicamente diverso”. Da ciò discendeva la correttezza interpretativa della circolare del Ministero del Lavoro n. 3/2013.

Non risultano, al momento, altre ordinanze che propendano per l’una o per l’altra tesi.

Lavoratori atipici. Indennità di malattia e congedo parentale

 

I requisiti d’accesso per l’indennità giornaliera di malattia per gli iscritti alla Gestione Separata

  L’INPS, con circolare n. 77 del 13 maggio 2013, ha comunicato l’estensione del diritto alle indennità giornaliera di malattia e all’indennità per congedo parentale ai lavoratori iscritti alla Gestione separata.

Infatti, le tutele previdenziali dell’indennità di malattia e del trattamento economico per congedo parentale sono state progressivamente estese, attraverso provvedimenti normativi e indicazioni ministeriali, a tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria e non titolari di pensione.

Si tratta di lavoratori rientranti nelle seguenti categorie:

- LAVORO AUTONOMO, per professione abituale ancorché non esclusiva;

- COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA;

- INCARICATI  VENDITA A DOMICILIO

La Circolare n. 77 del 13-05-2013

 

Pubblici Dipendenti. Licenziamento per inidoneità.

 

E’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 245 del 20 ottobre 2011, il Decreto del Presidente della Republica n. 171 del 27 luglio 2011, con il quale è statto emanato il regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli Enti pubblici nazionali  in caso di permanente inidoneità psicofisica, a norma dell’art. 55-octies del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

D.P.R. 171 DEL 27 LUGLIO 2011

Periodo di comporto. Non sempre si applica al lavoratore invalido.

Con sentenza n. 17720 del 29 agosto 2011, la Cassazione ha affermato che le giornate di malattia del lavoratore assunto obbligatoriamente collegate al suo stato invalidante, non possono essere utilmente conteggiate ai fini del superamento del periodo di comporto. Inoltre, non possono essere conteggiate, allo stesso fine, le giornate di malattia derivanti dalla adibizione del lavoratore a mansioni non compatibili con il suo stato invalidante.

LA SENTENZA N. 17720 DEL 29 AGOSTO 2011

Malattia pubblici dipendenti. Nuove fasce orarie.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con circolare n. 10 del 30 giugno 2011, fornisce alcuni chiarimenti in merito all’art. 16, commi 9 e 10 della Legge n. 111/2011 di conversione del DL n. 98/2011, sul controllo delle assenze dal servizio per malattia dei pubblici dipendenti; in particolare il regime di reperibilità e le assenze per visite, terapie e prestazioni specialistiche ed esami diagnostici.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO

Certificati di malattia. Finisce l’obbligo di spedizione.

Confermato dai Ministeri del Lavoro e della Funzione Pubblica il fatto che i lavoratori non devono più inviare al datore di lavoro e all’Inps i certificati di malattia entro i due giorni successivi all’inizio. E’ il medico – salvo alcuni casi particolari, ovvero quando è impossibilitato a utilizzare il sistema telematico- che deve farsi carico di inviare il certificato in via telematica all’Inps che lo riverserà ai rispettivi datori di lavoro, compresi quelli del pubblico impiego.

Il lavoratore può chiedere al medico il numero di protocollo identificativo del certificato inviato all’Inps e all’occorrenza anche la copia cartacea del documento e dell’attestato di malattia o, in alternativa, la trasmissione degli stessi in formado pdf alla propria casella di posta elettronica.

E’ previsto un periodo transitorio per mettere tutti in condizione di sapere “usare” il nuovo sistema. Fino al 16 giugno 2011, il datore di lavoro privato ha la possibilità di chiedere al dipendente l’invio della copia cartacea del certificato di malattia, che il medico curante ha rilasciato all’interessato. Dal 17 giugno 2011,  il datore di lavoro non potrà più chiedere nulla al dipendente e si dovrà rivolgere all’Inps attraverso i servizi telematici. Resta salvo il diritto del Datore di chiedere  al lavoratore il numero di protocollo  identificativo  del certificato. ANCHE NELLE ZONE NON SERVITE DA ADSL O BANDA LARGA i medici sono obbligati ad usare il particolare sistema di trasmissione approntato dall’Inps e chiarito con il  Messaggio numero 6143 del 10-03-2011

LA CIRCOLARE CONGIUNTA N. 4 DEL 18 MARZO 2011