Congedo Straordinario e T.F.R. L’Inps, adesso, legifera?

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L’Inps, con messaggio n. 13013 del 17 giugno scorso, chiarisce che durante il periodo di congedo straordinario il rapporto di lavoro resta sospeso e quindi il trattamento di fine rapporto non matura, liberando così le aziende dal versamento al fondo di tesoreria.

L’interpretazione della legge da parte dell’Inps appare piuttosto forzata. Se così fosse, non si capisce perché l’indennità economica da corrispondere al lavoratore durante il congedo comprende i ratei delle mensilità aggiuntive (13^, 14^, ecc) e non anche il trattamento di fine rapporto che ha la stessa natura di vera e propria retribuzione differita.

L’Inps ritiene  che, mancando la retribuzione, durante  il  congedo il tfr  non matura, a differenza di situazioni analoghe (maternità, malattia, ecc.), cioè quando  l’indennità sostituisce la retribuzione.

E’ evidente che l’Inps forza l’interpretazione della legge. Però, autorizzando le aziende a non riconoscere il T.F.R. al dipendente in congedo  straordinario,  di fatto emana una nuova norma priva di  fonte giuridica.

L’Inps, nel vuoto legislativo,  intende sostituirsi  al Parlamento? O non  sarà che, in linea con i tempi, abbia deciso di avallare la tendenza di quanti pensano  che il debito  pubblico si risana con la  cresta sui diritti dei poveri disgraziati?

IL MESSAGGIO DELL’INPS N. 13013 del 17-06-2011