Congedo Straordinario e T.F.R. L’Inps, adesso, legifera?

L’Inps, con messaggio n. 13013 del 17 giugno scorso, chiarisce che durante il periodo di congedo straordinario il rapporto di lavoro resta sospeso e quindi il trattamento di fine rapporto non matura, liberando così le aziende dal versamento al fondo di tesoreria.

L’interpretazione della legge da parte dell’Inps appare piuttosto forzata. Se così fosse, non si capisce perché l’indennità economica da corrispondere al lavoratore durante il congedo comprende i ratei delle mensilità aggiuntive (13^, 14^, ecc) e non anche il trattamento di fine rapporto che ha la stessa natura di vera e propria retribuzione differita.

L’Inps ritiene  che, mancando la retribuzione, durante  il  congedo il tfr  non matura, a differenza di situazioni analoghe (maternità, malattia, ecc.), cioè quando  l’indennità sostituisce la retribuzione.

E’ evidente che l’Inps forza l’interpretazione della legge. Però, autorizzando le aziende a non riconoscere il T.F.R. al dipendente in congedo  straordinario,  di fatto emana una nuova norma priva di  fonte giuridica.

L’Inps, nel vuoto legislativo,  intende sostituirsi  al Parlamento? O non  sarà che, in linea con i tempi, abbia deciso di avallare la tendenza di quanti pensano  che il debito  pubblico si risana con la  cresta sui diritti dei poveri disgraziati?

IL MESSAGGIO DELL’INPS N. 13013 del 17-06-2011

Fondo di Garanzia del T.F.R.. L’Inps deve pagare anche se l’azienda non fallisce.

Pagamento del TFR dal Fondo di garanzia INPS

 

La Cassazione, con sentenza n. 7585 del 1° aprile 2011, ha affermato che in caso di mancato pagamento, da parte del datore di lavoro, del TFR, questo deve essere corrisposto dal Fondo di garanzia INPS anche se non è stato dichiarato il fallimento del datore stesso.

La Suprema Corte ha asserito il principio secondo cui “ai fini della tutela della Legge 297/82 del lavoratore per il pagamento del TFR, in caso di insolvenza del datore, quest’ultimo se assoggettabile a fallimento ma, non può essere dichiarato fallito per l’esiguità del credito, va considerato non soggetto a fallimento e quindi, trova applicazione l’art. 2, comma 5, secondo cui il lavoratore può chiedere al Fondo il pagamento del trattamento di fine rapporto, essendo sufficiente che il lavoratore abbia esperito infruttuosamente una esecuzione forzata, salvo che risultino in atti altre circostanze che dimostrino l’esistenza di altri beni aggredibili con l’esecuzione forzata”

LA SENTENZA N. 7585-11

Trattamento fine rapporto. Nuove disposizioni per l’accesso al fondo di garanzia.

A causa del verificarsi di alcune difficoltà operative riguardani il funzionamento del Fondo di garanzia per il TFR, dovute prevalentemente ad una carenza di coordinamento tra la     Legge 29 maggio 1982, n.297      istitutiva del fondo stesso  ed il nuovo diritto fallimentare dai decreti legislativi  9 gennaio 2006, n.5   e  12 settembre 2007, n.169     l’Inps, con la  circolare  n. 32 del 4 marzo 2010 modifica le precedenti disposizioni impartite con la circolare n. 94 del 2008.

Circolare numero 32 del 04-03-2010