Roma. Sciopero alla SIPRO.

womens-special-police-squadron-of-Chengdu-Public-Security-Bureau-police-detachment-this-vigilantesA causa del comportamento equivoco del management aziendale, i dipendenti  della SIPRO decidono di aprire il fronte della lotta.

Si tratta di  centinaia di lavoratori che non vedono chiaro nella genesi della crisi e nel futuro dell’azienda.

La Sipro continua a tacere o mentire, spalleggiata dai soliti “rappresentanti” non si sa bene di chi. Vogliamo risposte, vogliamo futuro. VOLANTINO

POMEZIA (Roma). Refezione scolastica in sciopero.

Si terrà il 6 febbraio prossimo lo sciopero delle mense scolastiche. La protesta nasce dall’irrisolta questione delle sospensioni dal servizio durante le vacanze natalizie e pasquali. In questo modo la Cooperativa Solidarietà e Lavoro riduce i giorni di presenza annuali con conseguente contrazione di tutti gli istituti contrattuali e legali. IL VOLANTINO      

Ciampino (Roma). Sciopero asili nido

asiloSarà sciopero negli asili nido di Ciampino se l’Amministrazione comunale non interviene per riportare il servizio alla necessaria efficienza. Si tratta di intervenire sul Consorzio Parsifal che per solo 18 mesi è stato chiamato a gestire un servizio di natura pubblica già affidato all’Azienda speciale  e destinato a tornarvi dopo la parentesi causata da una gara strana bandita nel 2009 e assegnata nel 2015, come imposto dai giuristi del Comune.

Lo sciopero è stato deciso il  9 novembre per i motivi riportati nel  VERBALE DELL’ASSEMBLEA

 

CIAMPINO (Roma). Contro l’accordo farsa, i dipendenti dell’A.S.P. occupano il Comune.

flaicaIl 19 dicembre i dipendenti dell’Azienda Speciale Pluriservizi, società a totale capitale pubblico del Comune di Ciampino, hanno partecipato in stragrande maggioranza alla manifestazione di protesta indetta  dalla Flaica contro la messa in esecuzione dell’improvvido accordo sindacale firmato dai sindacati confederali, con  il quale il pagamento della tredicesima mensilità, insieme alla prossima quattordicesima.,  veniva rinviato all’anno ………..2015!

Tale accordo era stato già impugnato dalla Flaica, sindacato di maggioranza nell’ASP, subito dopo la sua sottoscrizione, avvenuta nel mese di settembre 2013, giustificato con il   ritiro della procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda a fine luglio.

Una procedura che doveva essere funzionale al riassetto dell’A.S.P., con il bilancio sempre più in rosso, a causa della dissennata gestione politico-clientelare che ha accumulato deficit crescente negli anni, per effetto  di sprechi e privilegi prodotti dalla regola perversa della politica che usa il pubblico denaro per la formazione del consenso.

Sprechi e privilegi costituiti da prebende e “superminimi”  concessi ai fedeli della classe dominante, dalle numerose  promozioni a “Quadro dirigente”, dove molti si occupano di niente,  dal parcheggio di personale amministrativo divenuto inutile per l’esternalizzazione dei servizi di competenza, che diventano così un doppio costo.

Sprechi e privilegi che vedono le Farmacie in  perdita ed i Farmacisti al ristorante tutti i giorni con il conto a carico dell’ASP.

Questo, mentre negli Asili nido viene giornalmente  violato il rapporto della presenza tra educatori e bambini, nella refezione scolastica sono state abbattute  le sostituzioni e nel servizio di assistenza all’handicap gli operatori vengono pagati ad “orario netto”, cioè non per l’itero arco della prestazione lavorativa giornaliera, ma solo per le ore di fronte assistito.

La Flaica, nel confronto avviato sulla  procedura di mobilità, a differenza degli altri sindacati, non ne aveva chiesto il ritiro, ma un serio approfondimento,  nell’intento di preservare la logica della gestione diretta dei servizi pubblici, che si garantisce attraverso la loro qualità e contenimento di costi, perché quando si privatizza un servizio alla collettività lo scopo di  lucro dei privati si realizza sullo sfruttamento dell’utenza e degli addetti.

Nel merito, la Flaica chiedeva di abbattere i costi strutturali dell’A.S.P. attraverso l’eliminazione di sprechi e privilegi, mediante l’assorbimento dei superminimi e degli altri costi clientelari, ricollocando gli esuberi in altri  ambiti di servizi comunali da far gestire in  house all’azienda, nella logica che la spesa pubblica debba essere produttiva e non parassitaria.

L’Amministrazione comunale, invece, non potendo resistere al “mostro” politico che essa stessa ha cgenerato, ha ritirato la procedura e imposto ai sindacati di sistema una soluzione che ha dell’incredibile: il rinvio al 2015 del pagamento delle mensilità supplementari per ridurre il deficit di bilancio 2013!

 

Ciò è ancora più grave perché all’Asp non sanno neppure  che il rinvio di un pagamento non modifica gli effetti sul bilancio dell’anno di competenza, ma ne rinvia solo il flusso finanziario!.

Questi pessimi promotori del peggior messaggio sociale, hanno trascurato perfino il significato più elementare della loro intesa, semmai potesse avere degli sbocchi giuridicamente possibili. Con tale accordo, viene provato che essi difendono gli sprechi ed i privilegi di casta, addossando il costo ai  più deboli, a quelli che sudano e lavorano tutti i giorni a poco prezzo: i part-time, gli operai, i precari, le figure più umili, in sintesi  i più  poveri.

E’ il concetto di solidarietà posto all’inverso: tolgono alle fasce sociali più deboli   per dare  ai  privilegiati della casta  politica.

Ma, quando è troppo, anche i poveri si ribellano. Ed è quello che è successo il 19 dicembre a Ciampino. I dipendenti, guidati dalla Flaica,  hanno organizzato la protesta ed occupato gli uffici comunali fino a sera tardi, cioè fino a quando il Sindaco ed il Presidente dell’A.S.P. non hanno assunto l’impegno di pagare la tredicesima annullando lo sciagurato e contestato accordo.

Ora, a cose fatte, tutti si attivano, non solo per opportunismo, ma finanche per sciacallaggio.

22 giugno. Sciopero generale del sindacalismo di base

I sindacati di base proseguono ed intensificano le lotte.

8 GIUGNO MANIFESTAZIONE A ROMA DAVANTI ALLA CAMERA

9 GIUGNO MANIFESTAZIONE A MILANO

22 GIUGNO SCIOPERO GENERALE

CON MANIFESTAZIONI A MILANO E ROMA

 

I sindacati di base concordano nell’analisi della situazione sul piano internazionale e italiano e mantengono un giudizio negativo durissimo sull’operato del governo Monti che rappresenta gli interessi del capitale internazionale ed in particolare è un fedele esecutore dei diktat della BCE e dell’Unione Europea.

In particolare il giudizio negativo scaturisce  per l’attacco al diritto alla salute con i tikets e alla pensione; l’aumento delle tasse attraverso le accise, l’Iva e l’introduzione dell’IMU – vera patrimoniale sui lavoratori e le famiglie e per l’insopportabile carico fiscale che grava unicamente sui lavoratori dipendenti.

La riforma del lavoro approvata dal Senato, inoltre, spalanca le porte ai licenziamenti con le modifiche all’art.18, inganna i precari con misure che peggiorano l’esistente; riduce la possibilità di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria; sostituisce la mobilità con l’indennità di disoccupazione per un periodo più breve e centinaia di migliaia di lavoratori restano senza pensione e mobilità per lo spostamento dell’età di accesso alla pensione.

Le organizzazioni sindacali complici Cgil, Cisl, Uil, Ugl, stanno accompagnando tutti i processi di devastazione del welfare e dei diritti conquistati dal movimento dei lavoratori, e stanno consentendo la deregolamentazione delle attuali salvaguardie dai licenziamenti discriminatori sia nel settore privato che in quello pubblico.

Questa situazione va affrontata con la lotta e la mobilitazione. Il movimento dei lavoratori deve ritrovare la forza e la capacità di azione per continuare nell’azione di forte contrasto alle politiche del governo sostenuto da PD, PdL, Terzo polo a partire dalle iniziative dell’otto e nove giugno e con il successivo sciopero generale nazionale del 22 giugno con manifestazioni a Milano e Roma

Le decisioni assunte su pensioni, imposte, salute e quelle in via di approvazione definitiva, come gli interventi sul mercato del lavoro, non esauriscono le misure di politica economica liberista che si intendono attuare ma alla prima concretizzazione di un progetto che si svilupperà nei prossimi anni.

C’è perciò la necessità di battersi per contrastare e impedire il completamento di tale progetto che se dovesse avere la possibilità di proseguire scaricherebbe 50 miliardi all’anno di tagli e/o imposte sui lavoratori.

Giugno 2012

MILANO 9 GIUGNO 2012

Presidio P.zza Cordusio ore 15

9 Maggio – Mobilitazione nazionale

Opposizione alle politiche Monti-Napolitano con un percorso di lotta che sfocerà in uno sciopero generale.

9 maggio,

giornata nazionale di mobilitazione

Deciso nella riunione del sindacalismo di base del 19 aprile scorso, una risposta che coinvolge anche forze sociali contro le politiche di Governo e padronato.

 Per il 9 maggio prossimo è prevista una giornata nazionale di mobilitazione, con manifestazioni e presidi in tutte le regioni (a Roma si svolgerà un sit-in presso il Senato in concomitanza con la discussione parlamentare del provvedimento di legge “contro il lavoro”, ndr), un percorso costruito in previsione di un percorso di lotta che sfocerà in uno sciopero generale.

 E’ questa la decisione scaturita dall’incontro del 19 aprile scorso, a Firenze, fra la CUB e le altre forze del sindacalismo di base, all’interno di una campagna di informazione critica sulle manovre del governo, nata dall’esigenza di una risposta alla politica economica e sociale dell’attuale governo e delle manovre che si abbattono sui lavoratori salariati e sulle classi subalterne nel loro assieme.

 Una risposta che assieme ai sindacati di base coinvolga in modo aperto le forze sociali e territoriali che intendono opporsi alla politica del governo, nella realizzazione di iniziative di contrasto all’azione del governo e del padronato, con una campagna comune nei posti di lavoro e sul territorio, che in questo momento esprimono momenti di resistenza agli effetti della crisi.

 Anche un confronto fra le diverse organizzazioni del sindacalismo conflittuale, di base e indipendente per dar vita assieme alle forze sociali e territoriali disponibili a forme di mobilitazione che consentano di arrivare a uno sciopero generale comune e condiviso, che rappresenti un effettivo momento di contrasto e opposizione alle politiche del governo Monti-Napolitano e all’attacco padronale, con un’accentuazione dell’intensità e della radicalità dell’iniziativa sindacale in primo contro la “controriforma del lavoro”, l’attacco alle pensioni, alla sanità, al diritto alla casa e la questione degli “esodati”

 27 aprile 2012