Migranti. Emersione lavoro irregolare

 

extracomunitari – nota congiunta Ministeri Interno e Lavoro

 I Ministeri dell’Interno e del Lavoro, con una circolare congiunta del 10 luglio 2013, hanno fornito alcuni chiarimenti relativi alla procedura di emersione dal lavoro irregolare, anche alla luce delle novità introdotte con il recente decreto legge n. 76 del 28 giugno 2013.

I contenuti della circolare saranno di supporto per un’accelerazione e semplificazione nella trattazione delle domande presentate secondo una omogenea valutazione sull’intero territorio nazionale.

I punti principali del provvedimento riguardano:

1) Regolarizzazione contributiva, da parte dei datori di lavoro, delle posizioni dei lavoratori destinatari delle domande di emersione;

2) Requisiti del datore di lavoro in merito ai pareri da esprimere per quelli inseriti nella cosiddetta ‘black list‘;

3) Eventi riferibili al datore di lavoro;

4) Cessazione del rapporto di lavoro e assunzione da parte di un nuovo datore di lavoro;

5) Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) riferito ai lavoratori subordinati oggetto di procedura di emersione;

6) Requisito reddituale, certificazione medica e idoneità alloggiativa.

   la circolare congiunta

Flussi extracomunitari 2013. Lavoratori stagionali

stagionali

I flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali – 2013

 Il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicano una circolare congiunta con i primi chiarimenti in merito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.C.P.M.) del 15 febbraio 2013, concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2013.

Il Decreto prevede una quota di 30.000 ingressi (di cui 5.000 riservati per richiesta di nulla osta stagionale pluriennale) per le seguenti nazionalità: Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia.

Nell’ambito della quota di 30.000 unità, 5.000 ingressi sono riservati ai  cittadini dei Paesi sopra indicati che abbiano già fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
L’applicativo per la compilazione delle domande di ingresso lavoratori è disponibile all’indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp.

L’invio delle domande sarà possibile a partire dalle ore 8,00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto del 15 febbraio 2013 sulla Gazzetta Ufficiale e sino alle ore 24 del 31 dicembre. Dell’avvenuta pubblicazione verrà data tempestiva comunicazione su questo sito internet e su quello del Ministero dell’Interno.
Le modalità per la presentazione delle domande di nulla osta sono contenute nella la Circolare congiunta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dell’Interno del 19 marzo 2013, con la quale si chiarisce, fra l’altro, che – sempre nell’ambito delle 30.000 quote – è consentita anche la presentazione di domande a favore di lavoratori appartenenti a nazionalità non comprese nell’elenco sopra riportato che siano tuttavia già entrati in Italia per lavoro stagionale nell’anno 2012

Le quote saranno ripartite a cura dl Ministero del Lavoro alle Direzioni Territoriali del Lavoro con successiva circolare, sulla base delle effettive domande pervenute agli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

 

 

Permesso di soggiorno unico per i cittadini extracomunitari

In data 13 dicembre 2011, il Parlamento Europeo, ha approvato la direttiva sul “permesso unico” che permetterà, ai lavoratori extracomunitari, di ottenere il permesso di lavoro e quello di residenza attraverso un’unica procedura. Gli Stati membri avranno due anni, dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea, per trasporre le nuove misure nelle legislazioni nazionali. 

I cittadini extracomunitari, che lavorano legalmente nella UE, avranno diritti simili a quelli degli europei per quanto riguarda le condizioni di lavoro, la pensione, la sicurezza sociale e l’accesso ai servizi pubblici.

 LA DIRETTIVA EUROPEA

Assunzione lavoratori stranieri. Serve ancora il contratto di soggiorno.

Min.Interno: utilizzo del modello Q per le nuove assunzioni di cittadini extracomunitari

 

Il Ministero dell’Interno ha emanato la circolare prot. 3666 del 13 maggio 2011, con la quale ha comunicato che in caso di assunzione di un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia, il datore di lavoro dovrà ancora trasmettere alla Questura il contratto di soggiorno su modello “Q”. Infatti, a detta del Ministero dell’Interno, l’introduzione dei nuovi standard operativi previsti dal 30 aprile 2011, nel modello UNILAV, sono soltanto in via sperimentale, per cui il modello “Q” andrà, comunque, utilizzato.

LA CIRCOLARE N. 3666 del 13.05.11

Migranti. Flussi lavoratori stagionali anno 2011.

Min.Lavoro: flussi di lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2011

 

Il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali ed il Ministero dell’Interno, in data 25 febbraio 2011, hanno emanato una circolare congiunta, con la quale vengono fornite le istruzioni sulle procedure di inoltro delle istanze per i flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2011 (modalità di presentazione, procedimento istruttorio e procedimento relativo alla richieste di nulla osta pluriennale per lavoro stagionale).

In particolare, la circolare fa riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2011, che autorizza l’ingresso di una quota massima di 60.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero.
Si precisa che le domande di nulla osta per il lavoro stagionale potranno essere presentate – secondo le modalità di registrazione e di invio già utilizzate in passato e indicate sul sito del Ministero dell’Interno  a partire dalle ore 8.00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

 

La quota di ingressi consentiti sul territorio nazionale prevista dal decreto flussi stagionali 2011 comprende:
* lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Repubblica ex Jugoslavia di Macedonia, Repubblica delle Filippine, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Gambia, Niger e Nigeria;
* lavoratori stranieri stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto.

Lo stesso provvedimento consente l’ingresso anche ai lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati precedentemente, che siano entrati in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

 LACIRCOLARE CONGIUNTA

Verona 1 marzo. Migranti in corteo.

1 marzo 2011 Corteo a Verona alle 13,30

Da Piazza Toscana (Porta Vescovo)

 

Il Coordinamento migranti di Verona, il comitato immigrati in italia insieme al sindacato di base Cub e Cobas e al comitato primo marzo organizzano per martedì 1° marzo una manifestazione a Verona con partenza alle ore 13,30 da P.zza Toscana.

 

Dopo la rivolta degli immigrati a Rosarno a gennaio 2010 , la lotta del 01 marzo 2010, lo sciopero degli immigrati del 29 ottobre 2010 e le lotte di Brescia e di Milano riprendiamo una iniziativa a carattere nazionale con una manifestazione a Verona per martedì 1° marzo per tenere la guardia alta nei confronti di chi vuole far dimenticare la sanatoria truffa.

 

                                Rivendichiamo:

       Asilo politico ai rifugiati in fuga dalle guerre, dalla fame e dalle dittature.

Permesso di soggiorno per tutti quelli che hanno pagato per la sanatoria 2009

Diritto di voto agli immigrati che risiedono in Italia da più di 5 anni.

Cittadinanza ai nati in Italia.

Prolungamento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro.

Contro il ritardo del consegno del permesso di soggiorno.

Diritto alla casa, all’istruzione, alla sanità, al reddito per tutti.

 

Coordinamento Migranti di Verona

Inf:  0458030948, 3894904270, e-mail: coordinamentomigrantiverona@yahoo.it

 

Confederazione Unitaria di Base

Viale Lombardia, 20 – Milano

Tel 02.70631804 – cub.nazionale@tiscali.itwww.cub.itwww.cubvideo.it

Lavoratori extra comunitari. Decreto sui flussi per il 2011

Governo: pubblicato il DPCM sui flussi per lavoratori extra comunitari non stagionali

 

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2010, il DPCM 30.11.2010 relativo alla “Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso del lavoratori non stagionali la cui piena operatività parte dal prossimo 31 gennaio 2011.
Le domande vanno presentate dai datori di lavoro on-line, accedendo, via internet, al sito del Ministero dell’Interno (www.interno.it). Di particolare importanza, come nel 2008, sarà l’ora di arrivo delle istanze, ai fini dell’esaurimento del contingente assegnato.
 

Il primo click–day è fissato alle ore 8 del 31 gennaio 2011 e riguarda 52.080 quote destinate a Paesi con i quali l’Italia ha sottoscritto (o sta per sottoscrivere) accordi. Le quote sono così ripartite:


a) 4500 albanesi;
b) 2400 bengalesi (Bangladesh);
c) 8000 egiziani;
d) 4000 filippini;
e) 2000 ghanesi;
f) 4500 marocchini;
g) 5200 moldavi;
h) 1500 nigeriani;
i) 1000 pakistani;
j) 2000 senegalesi;
k) 80 somali;
l) 3500 srilankesi;
m) 4000 tunisini;
n) 1800 indiani
o) 1800 peruviani;
p) 1800 ucraini;
q) 1000 nigeroti (cittadini del Niger);
r) 1000 gambiani (cittadini del Gambia)
s) 1000 per cittadini di altri Paesi non UE che concludano accordi con l’Italia finalizzati alla regolamentazione dei flussi d’ingresso e delle procedure di riammissione.


Il secondo click-day è fissato alle ore 8 del 2 febbraio 2011.
 

Esso riguarda 30000 ingressi solo per lavori domestici che riguardano cittadini non appartenenti a Paesi riservatari di quote appena indicati.


Il terzo click-day è fissato per le ore 8 del 3 febbraio 2011. Esso riguarda:
 

a) 4000 ingressi in favore di lavoratori che hanno partecipato a programmi di formazione nei Paesi di origine;
b) 500 ingressi per discendenti di cittadini italiani in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile inseriti negli elenchi dei consolati.
Ci sono, poi, 11500 conversioni di permessi, così distribuiti:
a) 3000 permessi per studio in permessi per lavoro subordinato;
b) 3000 permessi per tirocinio e/o formazione in permessi per lavoro subordinato;
c) 4000 permessi per lavoro stagionale in permessi per lavoro subordinato;
d) 1000 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Paesi UE in permessi per lavoro subordinato;
e) 500 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Paesi UE in permessi di lavoro autonomo.
 

Lavoro clandestino e contributi inps

OBBLIGO DI VERSAMENTO DELLA CONTRIBUZIONE INPS A CARICO DEL DATORE DI LAVORO CHE ABBIA OCCUPATO LAVORATORE EXTRACOMUNITARIO PRIVO DI PERMESSO DI SOGGIORNO. BREVE COMMENTO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SEZ. LAV. N. 22559 DEL 5/11/2010.

VERSAMENTO CONTRIBUZIONE INPS PER LAVORATORE EXTRACOMUNITARIO. CORTE DI CASSAZIONE COMMENTO SENT. N. 22559 DEL 5/11/10

OBBLIGO DI VERSAMENTO DELLA CONTRIBUZIONE INPS A CARICO DEL DATORE DI LAVORO CHE ABBIA OCCUPETO LAVORATORE EXTRACOMUNITARIO PRIVO DI PERMESSO DI SOGGIORNO. BREVE COMMENTO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SEZ. LAV. N. 22559 DEL 5/11/2010.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22559 del 5/11/2010, ribadendo l’orientamento già espresso con la sentenza n. 7380/2010, ha statuito che il datore di lavoro che stipuli un contratto di lavoro con un lavoratore extracomunitario, privo del permesso di soggiorno, ha l’obbligo di versare i contributi Inps in relazione alle retribuzioni dovute, a nulla valendo invocare la condizione di clandestino, propria del lavoratore.
La vicenda prende avvio dalla impugnazione promossa da un imprenditore avverso un avviso di accertamento emesso dall’Inps per omissioni contributive a fronte di prestazioni lavorative rese da lavoratori extracomunitari privi del permesso di soggiorno.
Rigettato il ricorso avverso il predetto verbale sia in primo che in secondo grado, il datore di lavoro ha adito la Corte di Cassazione, sostenendo che doveva dirsi preclusa all’Inps la possibilità di recuperare in via coattiva la contribuzione essendo, a suo dire, esclusa la regolarizzazione contributiva a fronte del divieto di stipulare contratti di lavoro con extracomunitari clandestini.
La Corte di Cassazione, richiamando il proprio precedente giurisprudenziale, ha precisato che se è pur vero che il contratto di lavoro stipulato con il lavoratore privo del permesso di soggiorno è un contratto in violazione della legge in materia di immigrazione (art. 22, comma dodicesimo, Dlgs 286/1998), tuttavia tale illegittimità non comporta il venir meno del diritto del lavoratore alla retribuzione (e, di qui, alla contribuzione) per il lavoro eseguito, secondo le indicazioni dell’art. 2126 cc.
Del resto, tale conclusione, prosegue la Suprema Corte, è coerente con la razionalità complessiva del sistema, atteso che diversamente ragionando si consentirebbe a chi viola la legge sulla immigrazione di fruire di condizioni più vantaggiose rispetto a quelle, cui è soggetto il datore di lavoro che rispetta la legge.
Ne discende che il datore di lavoro che impieghi lavoratori extracomunitari in violazione della legge sulla immigrazione, oltre ad incorrere nella sanzione penale, è tenuto al pagamento della contribuzione all’Inps, quale obbligazione derivante dell’instaurato rapporto di lavoro.
Avv. Emanuela Manini

05-11-2010 – Cassazione civile, sez. lavoro, n. 22599/2010 del 05.11.2010

I CONTRIBUTI INPS SONO DOVUTI ANCHE PER I LAVORATORI CLANDESTINI

L’azienda è tenuta a versare i contributi INPS per i lavoratori extracomunitari clandestini.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n 22559 del 5 novembre 2010 che, ribadendo un orientamento già inaugurato con la sentenza n. 7380 del marzo 2010, ha statuito: “In tema di prestazioni rese da lavoratori extracomunitari privi del permesso di soggiorno, l’illegittimità del contratto per la violazione delle norme imperative del testo unico sull’immigrazione, non esclude l’obbligazione retributiva e contributiva a carico del datore di lavoro. Ne consegue che è perfettamente legittimo il verbale con il quale l’INPS richiede i contributi per i lavoratori extracomunitari impiegati senza permesso di soggiorno, dal momento che il reato di aver favorito la permanenza di clandestini nel territorio dello Stato non impedisce l’emersione degli effetti propri del contratto di lavoro e l’obbligo di pagare i contributi evasi”.

INPS: la legislazione applicabile ai lavoratori nell’Unione europea, nello Spazio economico europeo

L’INPS, con la circolare n. 105 del 3 agosto 2010, trasmette la  Guida pratica pubblicata dalla Commissione europea che ha l’obiettivo di fornire, in particolare alle istituzioni, ai datori di lavoro e ai lavoratori migranti, uno strumento ulteriore che aiuti a stabilire la legislazione da applicare in presenza di attività svolte in più Stati membri.

Circolare numero 105 del 03-08-2010 - Allegato n 1 – GUIDA

Circolare numero 82 del 01-07-2010    Circolare numero 83 del 01-07-2010

Circolare numero 99 del 21-07-2010