Precari e “dignità”.

Durata massima dei contratti a tempo determinato, un’analisi per comprendere tutti i Bocca_della_veritàcambiamenti che comporta il passaggio al nuovo “DL Dignità”

Riportiamo l’articolo del dott. Eufranio MASSI, ex dirigente del Ministero del Lavoro,  profondo conoscitore di diritto del lavoro, al di sopra di ogni sospetto di parzialità politica.

Il D.L. n. 87/2018, modificando il comma 2 dell’art. 19 del D.L. vo n. 81/2015, ha stabilito, in via generale, che i contratti a tempo determinato, riferiti a mansioni dello stesso livello della categoria legale di inquadramento, non possano superare, in sommatoria, tra contratto a termine, rinnovi, proroghe e rapporti in somministrazione, la soglia massima dei 24 mesi. Tale modifica è intervenuta sostituendo, semplicemente, la parola “trentasei” con la parola “ventiquattro”. Continua a leggere

Contratti a termine. Nella scuola pubblica la legge non è uguale per tutti.

E’ quanto si ricava dalle considerazione del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione che ha emanato la circolare n. 3 del 2 settembre 2015pdf_icon, con la quale ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla disciplina applicabile ai rapporti di lavoro a tempo determinato del personale delle scuole comunali, con particolare riferimento ai limiti di durata.

Contratti a termine. Massimo tre anni nelle supplenze.

 illegittima la reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi

corte_giustizia_ueLa Corte di Giustizia Europea, con sentenza C-22/2013pdf_icon del 26 novembre 2014, ha dichiarato contraria al diritto dell’Unione Europea la normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nella parte in cui prevede la reiterazione, da parte della Pubblica amministrazione, dei contratti a termine oltre i 36 mesi (art. 10, comma 4bis, del Decreto Legislativo n. 368/2001). Continua a leggere

Contratti a termine per i giovani ex D.L. 76/2013 – un Flop annunciato

rticolo di approfondimento di Eufranio Massi per Generazione Vincente

Generazione Vincente

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In questi giorni i media, (in prima pagina e con notizie lanciate nei telegiornali) ci hanno fatto sapere che, ad un anno dall’entrata in vigore, l’art. 1 del D.L. n. 76/2013, convertito della legge n. 99/2013, il quale prevede, fino al prossimo 30 Continua a leggere

Contratto a termine e di somministrazione. Diversi, ma sempre precari!

Corte Europea di Giustizia: regole diverse per il contratto a termine e per quello di somministrazione

 La Corte Europea di Giustizia, con sentenza dell’11 aprile 2013 – C/290/2012, ha affermato che il contratto di lavoro a tempo determinato e quello di somministrazione sono regolamentati da disposizioni diverse, sicché non è possibile applicare al secondo i principi fissati dalla Direttiva CE n. 70/1999, con particolare riferimento alla disciplina delle proroghe.

La Corte, è intervenuta su richiesta del Tribunale di Napoli, precisando che tale esclusione vale sia per il contratto commerciale tra le due imprese contraenti, che per il rapporto di lavoro tra l’Agenzia ed il lavoratore.

Il lavoro tramite Agenzia è regolamentato dalla Direttiva CE n. 104/2008 che è finalizzata alla promozione del lavoro somministrato, inteso come forma particolarmente agevole per un inserimento lavorativo.

 

Riforma del Lavoro. Vademecum

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la nota prot. 7258 del 22 aprile 2013, ha emanato un vademecum per i propri ispettori e per coloro che operano sul mercato del lavoro, al fine di orientarli in fase di applicazione della Riforma del Mercato del Lavoro (Legge n. 92/2012)

                                                                                       IL VADEMECUM

Contratti a termine. Lo “stop and go” secondo il Ministero

Il ministero del Lavorocon la circolare n, 27 del 7 novembre 2012 ha fornito chiarimenti circa l’intervallo di tempo minimo  tra un due contratti a termine che si susseguono.

Il  Ministero ha chiarito che l’intervallo minimo è applicabile in tutti i settori previo accordo collettivo anche locale.

Come dire: fatta la legge trovato l’inganno. Se la Fornero voleva ostacolare l’abuso del ricorso ai contratti precari si è subito pentita! 

La Circolare Ministeriale n. circ. 27 del 7 novembre 2012

Mercato del Lavoro. La Fornero cede ancora.

Parlamento: le novità alla legge n. 92/2012 apportate dalla legge sullo sviluppo

 

E’ stato pubblicata, nel Supplemento Ordinario n. 171 alla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11 agosto 2012, la legge 7 agosto 2012, n. 134 di conversione del decreto legge  22  giugno  2012,  n.  83 recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese», con  la quale, tra le altre cose, sono state apportate significative novità alla legge n. 92/2012, di Riforma del mercato del lavoro.

Le modifiche alla legge n. 92/2012 sono contenute nell’articolo 46-bis e riguardano: 

 

a) contratti a termine: viene, nuovamente modificato il D.L.vo n. 368/2001, limitatamente al periodo di “latenza” tra un contratto a tempo determinato e l’altro (in via generale, 60 o 90° giorni a seconda che il rapporto sia durato per un periodo inferiore ,pari o superiore ai 6 mesi. Nei contratti stagionali ed in tutti quelli previsti dalla contrattazione collettiva, anche decentrata, può essere portato, rispettivamente, a 20 o 30 giorni;

b) apprendistato: l’apprendistato in somministrazione a tempo indeterminato è possibile in tutti i settori produttivi;

c) partite IVA: due dei tre elementi presuntivi (quelli della durata e del reddito complessivo del collaboratore) vengono cambiati. Ora, il riferimento sia agli 8 mesi che all’80% del fatturato riferibile allo stesso soggetto, anche per interposta persona, sono calcolati su 2 anni solari consecutivi;

d) lavoro accessorio: i titolari di integrazione salariale o di misure di sostegno del reddito possono lavorare con LOA in tutti i settori produttivi, compresi gli Enti locali, per l’anno 2013 con un compenso massimo di 3.000 euro nell’anno solare. L’INPS provvede a sottrarre la contribuzione figurativa dalle misure di sostegno conguagliando con gli accrediti contributivi derivanti dal LOA;

e) indennità di mobilità: è prorogata “a requisiti pieni” fino al 31 dicembre 2014;

f) monitoraggio sugli ammortizzatori sociali: Entro il 31 dicembre 2014 si procederà ad una ricognizione sulle prospettive economiche ed occupazionali, alfine di ipotizzare interventi correttivi compatibilmente con lo stato della finanza pubblica;

g) contribuzione degli iscritti alla gestione separata: per il 2013 l’aliquota contributiva rimane ferma al 27,72%, ma continuerà a crescere progressivamente fino a raggiungere il 33,72%a decorrere dal 2018. Per gli iscritti ad altre forme pensionistiche l’aliquota salirà al 20% già a partire dal 2013 (era il 19% nella riforma “Fornero”) per raggiungere il 24% a decorrere dal 2016;

h) CIGS per le imprese in amministrazione straordinaria: rimarrà fino al dicembre 2015 ma soltanto per quelle aziende nelle quali sussistano prospettive di ripresa e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli occupazionali, che saranno valutati sulla base di criteri oggettivi determinati con DM del Ministro del Lavoro;

i)  banca dati sulle crisi aziendali: il Ministero del Lavoro raccoglierà tutti i contratti e gli accordi collettivi di gestione degli esuberi con ricorso ad ammortizzatori sociali. Con un decreto apposito saranno determinate le modalità per la raccolta;

j) disabili: viene, nuovamente, modificato l’art. 3 della legge n. 68/1999. Dopo le modifiche introdotte con la legge n. 92 anche i contratti a termine di durata pari od inferiore a 6 mesi non rientrano nella base di calcolo per la determinazione dell’aliquota;

k) concordato preventivo ed omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti: vengono ampliate le fattispecie di trasferimento secondo le quali con accordo sindacale, concluso per una tutela anche parziale dell’occupazione, possono esser posti limiti alla conservazione dei diritti dei lavoratori. Si tratta di una modifica all’art. 47, comma 4 – bis, della legge n. 428/1990;

l) call center: l’attività di vendita diretta di prodotti o servizi in “outbound” può avvenire con contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto soltanto sulla base di un corrispettivo fissato dalla contrattazione collettiva di riferimento. I call center con almeno  20 dipendenti che trasferiscono all’estero la propria attività perdono l’incentivo previsto dall’art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990.      

  

Riforma Fornero. Primi chiarimenti

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la circolare n. 18 del 18 luglio 2012, con la quale ha fornito le prime indicazioni operative alla applicazione della Riforma del Mercato del Lavoro (Legge n. 92/2012).

 LA CIRCOLARE N. 18-2012