Contratti “Pirata”. Il TAR del Lazio conferma l’invalidità.

lavoratori sfruttatiI criteri di individuazione dei CCNL comparativamente più rappresentativi

La Sezione Terza Bis del TAR del Lazio, con sentenza n. 8865 del 7 agosto 2014, ha respinto il ricorso presentato dall’UNCI e dalla CONFSAL per l’annullamento della lettera circolare del Ministero del Lavoro, prot. n. 37/10310/MA003.A004 del 1° giugno 2012, concernente i criteri di individuazione dei Ccnl comparativamente più rappresentativi. Continua a leggere

Collaboratori call center – un altro contratto “pirata”

Contratti: siglato il primo CCNL per i Collaboratori Telefonici dei Call Center

 E’ stato sottoscritto da Assocall e Ugl Terziario, in data il 22 luglio 2013, il primo Contratto Collettivo Nazionale di riferimento per i Collaboratori Telefonici dei Call Center che svolgono attività di vendita diretta di beni e di servizi e attività ad esse connesse ed accessorie, in modalità outbound, ai sensi dell’art.61 del D.lgs 276/2003 modificato dall’art.1, comma 23 della legge 92/2012 e dall’art.24 bis del d.l. n.83/2012, convertito nella legge n.134/2012.

Il Contratto siglato rappresenta la prima esperienza di concertazione compiuta dalle parti nello specifico settore dei Call Center riconoscendo l’indispensabile ruolo dei Collaboratori per le loro caratteristiche funzionali e professionali nelle attività indicate dalla disciplina di riferimento.
Nel contempo, il Contratto colma l’assenza di una contrattazione collettiva specifica che la legge 92/2012 e la prassi ministeriali espressamente richiedevano per riconoscere la legittimità del rapporto di collaborazione.

   il CCNL per i Collaboratori Telefonici dei Call Center

SOCI LAVORATORI E CONTRATTO COLLETTIVO

mobilità 

Consulta: socio lavoratore di società cooperative e contratto applicato

 

La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 59 del 29 marzo 2013, ha dichiarato improponibile il ricorso relativo alla legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4, della legge n. 31/2008 – sollevata dal Tribunale di Lucca – in riferimento all’art. 39 della Costituzione, che disciplina la libertà sindacale e l’autonomia collettiva professionale, in quanto il giudice remittente avrebbe dovuto sollevare la questione relativamente alle disposizioni che regolano la contribuzione e l’emissione delle cartelle esattoriali.

La sentenza della Corte riguarda la regolamentazione dei rapporti di lavoro nel settore cooperativo in presenza di una pluralità di contratti collettivi e conferma la legittimità costituzionale dell’articolo 7, comma 4 della legge n. 31/2008 secondo cui: “Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.

Le considerazioni della Confcooperative ed il ccnl UNCI