Donne vittime di violenza, arriva il congedo retribuito.

DONNEPer fruire del congedo e dell’indennità occorre avere un rapporto di lavoro in corso di svolgimento, ed essere inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio.

L’ Inps ha emesso le prime istruzioni con la Circolare 5/2016 sulla novità introdotta Continua a leggere

La politica “combatte” il crollo delle nascite.

coppie-di-fattoSe la legge di stabilità intendeva  stimolare l’aumento delle nascite, ha concesso veramente pochi stimoli alla paternità. Infatti, il CONGEDO OBBLIGATORIO destinato al papà, da fruire entro i primi 5 mesi dalla nascita o dall’adozione, passa da uno a due giorni. Ad esso possono essere aggiunti antri due giorni di CONGEDO FACOLTATIVO, però da sottrarre a quello della madre, che deve espressamente indicare di essere d’accordo. La domanda deve essere presentata 15 giorni prima ed entrambi i congedi sono pagati interamente dall’Inps. Vale solo per i dipendenti privati. Il congedo è unico anche se il parto è gemellare.

Pensa che sforzo per contrastare il calo demografico!

 

 

Lavoratori atipici. Indennità di malattia e congedo parentale

 

I requisiti d’accesso per l’indennità giornaliera di malattia per gli iscritti alla Gestione Separata

  L’INPS, con circolare n. 77 del 13 maggio 2013, ha comunicato l’estensione del diritto alle indennità giornaliera di malattia e all’indennità per congedo parentale ai lavoratori iscritti alla Gestione separata.

Infatti, le tutele previdenziali dell’indennità di malattia e del trattamento economico per congedo parentale sono state progressivamente estese, attraverso provvedimenti normativi e indicazioni ministeriali, a tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria e non titolari di pensione.

Si tratta di lavoratori rientranti nelle seguenti categorie:

- LAVORO AUTONOMO, per professione abituale ancorché non esclusiva;

- COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA;

- INCARICATI  VENDITA A DOMICILIO

La Circolare n. 77 del 13-05-2013

 

Maternità. Contributo servizi baby sitting o asili nido

asili nido

Voucher  per l’acquisto di servizi di baby-sitting e contributo per asili nido

 L’INPS, con la circolare n. 48 del 28 marzo 2013, fornisce le istruzioni operative in merito modalità  per richiedere l’erogazione dei benefici e dei voucher previsti dalla legge n. 92 del 28 giugno 2012  nell’ambito degli interventi volti a favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro e il sostegno alla genitorialità, attraverso l’introduzione di misure orientate a migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la condivisione dei compiti di cura dei figli.

La citata legge, in particolare, ha introdotto – all’art. 4, comma 24, lettera b) – in via sperimentale per il triennio 2013-2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità, e in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo  obbligatorio.

L’importo del contributo è di 300,00 euro mensili,  per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la  rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.

 Si precisa che per frazione mensile deve intendersi un mese continuativo di congedo che potrà essere collocato a piacere, singolarmente o in successione, purché nell’ambito degli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità.

Ne consegue che se la lavoratrice, a titolo esemplificativo, ha usufruito di quattro mesi e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare come congedo parentale. Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile così come sopra definita.

Le lavoratrici part-time potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.

I criteri di accesso e le modalità di utilizzo del contributo per l’acquisto di tali servizi – entro un limite di spesa di 20 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2013, 2014, 2015 – sono stati definiti dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze del 22 dicembre 2012 .

 La Circolare Inps n. 48 del 28-03-2013

Padre lavoratore e congedi dei dipendenti nel settore privato.

Min.Lavoro: pubblicato il DM per il congedo obbligatorio e del congedo facoltativo del padre lavoratore

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2013, il Decreto 22 dicembre 2012 con l’introduzione, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo del padre, oltre a forme di contributi economici alla madre, per favorire il rientro nel mondo del lavoro al termine del congedo.

 Riportiamo una sintesi:

L’art. 4, commi 24 e 25, della legge n. 92/2012 fissa due principi, peraltro sperimentali, attesa la loro valenza limitata, al momento, al 31 dicembre 2015: con il primo si stabilisce che il padre lavoratore dipendente (qualunque sia la tipologia contrattuale di riferimento) ha “l’obbligo” di astenersi dal lavoro per un giorno (in soluzione unica e non ad ore) entro i primi cinque mesi dalla nascita del bambino. Sempre nello stesso periodo, il genitore può astenersi dal lavoro per altri due giorni (anche questi in soluzione unica secondo l’indirizzo contenuto nel DM 22 dicembre 2012), anche continuativi, previo accordo con la madre ed in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria ad essa spettante, con un’indennità a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione che sostituisce nelle due giornate, quella dovuta alla madre. Lo stretto dettato letterale parla di “nascita del bambino” ma il Decreto Ministeriale attuativo comprende anche le altre ipotesi assimilate, ugualmente tutelate dalla legge come l’affido e l’adozione, secondo un indirizzo già espresso dalla Corte Costituzionale, particolarmente attenta a queste problematiche, in altre pronunce.

Il datore di lavoro deve essere informato per iscritto dei giorni di assenza con un preavviso di almeno quindici giorni e, fatti salvi i c.d. “casi di forza maggiore”, non sembra che possa rinvenirsi in capo al datore un potere di negazione, in quanto la cura del bambino e la condivisione dei compiti in un momento molto delicato della vita del bambino hanno una importanza primaria. Il secondo principio riguarda la possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo per maternità, per gli undici mesi successivi ed in alternativa al congedo parentale previsto dall’art. 32, comma 1, lettera a) del D.L.vo n. 151/2001 (si tratta del periodo continuativo o frazionato, non superiore a sei mesi), la corresponsione di voucher (c’è il riferimento all’art. 72 del D.L.vo n. 276/2003), da richiedere al datore di lavoro per l’acquisto di servizi di “baby-sitting” o, in alternativa, per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Il Decreto Ministeriale, finanziato con 78 milioni di euro per ogni anno compreso tra il 2013 ed il 2015 prevede una duplice ipotesi legata al pagamento diretto dei voucher per la baby-sitter pari a 300 euro netti per sei mesi (in alternativa al congedo parentale, con accredito veloce da parte dell’Istituto, attraverso i propri sistemi telematici), mentre nel caso della fruizione di servizi sociali (es. nido) sarà l’INPS a provvedere direttamente al pagamento della quota prevista alla struttura interessata. A fronte della scarsità delle risorse (“i contributi economici saranno erogati fino a concorrenza”), dovrà necessariamente essere effettuata una graduatoria nazionale tra tutte le donne richiedenti che terrà conto dell’indicatore Isee: a parità, verrà considerato come discriminante l’ordine di presentazione delle istanze. Non potranno rientrare nel beneficio le donne che già sono esentate dal pagamento delle rette per gli asili nido per motivi reddituali e quelle che godono del contributo previsto dal Fondo per le politiche attive, mentre per le lavoratrici a tempo parziale il contributo sarà “pro – quota e per quelle iscritte alla gestione separata (art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995), perché, ad esempio, sono collaboratrici a progetto, fino ad un massimo di tre mesi.

 IL DECRETO MINISTERIALE 22-12-12

 La nuova normativa non si applica ai dipendenti pubblici, come chiarito dal  Dipartimento della Funzione Pubblica, con nota prot. DFP n. 8629 del 20 febbraio 2013, ha fornito un parere al Comune di Reggio Emilia in merito al congedo obbligatorio ed al congedo facoltativo del padre lavoratore, oltre che del voucher alla madre lavoratrice, previsti dalla Riforma del Mercato del Lavoro (art. 4, comma 24, Legge n. 92/20012).

 uno stralcio della nota ministeriale

 ”….la normativa in questione non è direttamente applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, atteso che, come disposto dall’art. 1, commi 7 e 8, della citata Legge n. 92/2012, tale applicazione è subordinata all’approvazione di apposita normativa su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Pertanto, per i dipendenti pubblici rimangono validi ed applicabili gli ordinari istituti disciplinati nel d.lgs. n. 165 del 2001 e nei CCNL di comparto.”

LA NOTA 8629 del 20-2- 2013

 

 

Legge 104. La normativa del pubblico impiego.

Con la circolare n. 1 del 2012 la FUNZIONE PUBBLICA adegua gli indirizzi sui permessi e congedi per l’assistenza all’handicap.

La nuova circolare chiarisce ed integra le precedenti. Attualmente sono in vigore:

CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA N. 1-2012

CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA N. 13-2010 

CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA N.8 -2008

Congedi di maternità e paternità. Le nuove regole

INPS: riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi

 

L’INPS, con la circolare n. 139 del 27 ottobre 2011, comunica che, in attuazione dell’art. 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183 – recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi – è stato emanato il decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011 che prevede, agli artt. 2 e 8, alcune novità riguardanti i congedi e permessi riconosciuti alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti in occasione dell’evento di maternità/paternità.  

La Circolare numero 139 del 27-10-2011

Riposi giornalieri del padre. Spettano a prescindere.

Anche l’INPDAP, con nota operativa n. 23 del 13 ottobre 2011, si adegua alla sentenza n. 4293/2008 del Consiglio di Stato che ha dedotto, in via estensiva, che per quanto attiene ai riposi giornalieri previsti dall’articolo 39 del D.L.vo n. 151/2001, questi possono essere fruiti anche dai lavoratori padri (art. 40) anche nel caso di madre casalinga. A detta del Consiglio di Stato la ratio della norma è “rivolta a dare sostegno alla famiglia ed alla maternità in attuazione delle finalità generali scolpite dall’articolo 31 della Costituzione” e ciò induce a ritenere ammissibile la fruizione dei riposi giornalieri da parte del padre oltre che nell’ipotesi di madre lavoratrice autonoma, anche nel caso di madre casalinga. 

 NOTA OPERATIVA N. 23 DEL 13-10-11

Congedo parentale e giorni indennizzabili.

L’INPS, con il messaggio n. 19772 del 18 ottobre 2011, ha chiarito che i giorni festivi, le domeniche e i sabati (in caso di settimana corta) che ricadono all’interno del periodo di ferie, malattia o assenze ad altro titolo, non sono in alcun caso indennizzabili per il computo dei giorni di congedo parentale. Unica eccezione sussiste se il lavoratore è titolare di due o più rapporti di lavoro a part time orizzontale o misto. In questo caso, il lavoratore ha la possibilità di astenersi a titolo di congedo parentale da uno dei due, proseguendo l’attività dell’altro.