BRACCIANO (Roma). La strana spending review della Bracciano Ambiente.

Nell’incontro sindacale del 26 novembre,  che ha seguito  quello avuto ad ottobre  con il Sindaco, la Direzione aziendale ci ha comunicato l’intento di “razionalizzare la spesa” per quanto riguarda il personale amministrativo, considerato eccessivo.

 

Cioè, dopo aver assunto alcuni parenti e promossi al rango di impiegati altri operatori ecologici, l’Amministrazione comunale scopre all’improvviso che le spese per i cosiddetti “colletti bianchi” sono esagerate.

 

Sembra quasi che quando si ingolfavano gli organici, generalmente in coincidenza con le campagne elettorali,  i dirigenti ed i politici fossero all’oscuro di quanto succedeva negli uffici.

 

Però, se è vero che c’è un problema, bisogna comunque trovare una soluzione. Se è vero che i costi sono esagerati, bisogna pure fare qualcosa per razionalizzarli.

 

Allora,  che fa la dirigenza?  Tanto per risparmiare, emana un bando da 60.000 euro per affidare a terzi la revisione della pianta organica per contenere i costi!

 

Ma non poteva bastare l’impegno della dirigenza ed il confronto con il sindacato?

 

Alla Bracciano Ambiente la  “spending review” l’hanno applicata alla rovescia: prima si sistema la clientela, poi si rende improbabile la soluzione.

 

In fondo, se la Braccino Ambiente è un “bene comune”, anche i consulenti esterni  hanno diritto alla loro parte.

IL BANDO PER LA CONSULENZA

 

Latina. Le macerie della Midal.

Da Latina Oggi

Lunedì 23 Aprile 2012 Latina 5

 

Si cercano le destinazioni dei soldi spariti e l’allocazione dei premi di produzione degli ultimi anni

 

Valanga Midal, altri fallimenti

 

Travolte ancora due società satellite dopo il crac del gruppo. L’inchiesta va avanti tra precisazioni e verifiche contabili procede inesorabile l’inchiesta sul caso Midal, uno dei peggiori crac dell’econo-

mia locale, certamente il più grave nel settore del commercio degli ultimi dieci anni.

Il fallimento del gruppo che fa capo a Rosanna Izzi e che è stato amministrato fino al 2010 da Paolo

Barberini miete aziende-vittima ogni giorno che passa. Dopo la dichiarazione di fallimento della

società madre, la Midal appunto, c’erano state altre tre dichiarazioni di fallimento dieci giorni fa e

venerdì la stessa sorte è toccata ad altre due società satellite; su una  terza sono in corso valutazioni. Il terremoto finanziario dunque è delle proporzioni ipotizzate sin dal primo momento: un blocco di circa 40 milioni di euro che ha travolto piccoli e grandi fornitori e ha mandato in mobilità quasi tutti

i dipendenti fino al riassorbimento nei supermercati aperti con i nuovi marchi Sigma Prime e  Conad.

I fallimenti decisi dal Tribunale in questi giorni colpiscono imprese che ruotavano nell’orbita del gruppo Midal, composto non solo da punti vendita ma anche da cellule dedite alla distribuzione e alla logistica, parte quest’ultima rilevata dal Consorzio Alliance. Molti elementi e passaggi dell’ultimo periodo di attività di Midal sono ancora pieni di ombre e interrogativi, fatti rilevare

dai consulenti incaricati dalla Procura di Latina di scandagliare i conti nell’ambito dell’inchiesta

che si muove attorno all’ipotesi di bancarotta fraudolenta. In pratica si sta cercando di capire se il

deficit di Midal è stato provocato dalla sottrazione indebita di somme dal bilancio della società e

dirottate su singoli soggetti; e con quali motivazioni formalmente accettabili, ma sostanzialmente illegittime se non illecite. L’indagine va avanti ormai da due mesi, ossia dal giorno stesso in cui

c’è stata la dichiarazione di fallimento del gruppo che lascia senza speranze molti creditori, alcuni

sono piccole aziende della zona che hanno effettuato forniture alimentari e di manutenzione ai supermercati M i d a l .

Le somme che avrebbero dovuto incassare non sono molto elevate ma capaci a loro volta di portare

al fallimento i titolari. Per questo motivo non è infondato ipotizzare che il terremoto Midal abbia prodotto modifiche e conseguenze molto importanti sul piccolo mondo economico della città di Latina.

 

E intanto è stata fissata per martedì l’udienza davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Latina

per il ricorso proposto dai lavoratori del gruppo che non hanno accettato le condizioni del passaggio a Sigma Prime, perché «penalizzanti ». Si tratta di circa 30 persone che avevano chiesto fossero conservate le condizioni del contratto di lavoro in essere con Gusto Sidis, in quanto quelle  contenute nel nuovo contratto  Sigma Prime non riconoscevano i diritti acquisiti e gli orari.

Senza un accordo la rottura è stata inevitabile e il licenziamento senza successivo riassorbimento nei supermercati che poi hanno riaperto con altri marchi. I lavoratori, rappresentati dalla Flaica

hanno pertanto impugnato il licenziamento davanti al giudice del lavoro cui chiedono la reintegra con le condizioni che avevano in precedenza.

Un primo blocco di ricorsi verrà esaminato dopodomani, un altro in altra udienza fissata per giovedì

mattina. In questi mesi i lavoratori Flaica hanno anche dato vita ad un singolare iniziativa, «Dis Gusto Tour» per contestare i passaggi «non sempre chiari» che hanno portato al trasferimento dei

dipendenti da un’azienda all’altra «con perdita di molti diritti».

Molti di questi lavoratori erano infatti operatori del più importante supermercato del gruppo Midal, il «Gusto Sidis» del centro commerciale Le Torri.

Emmelunga-Aiazzone. Ultimo atto.

Sembra una  farsa,  ma è una tragedia. Annunciata, temuta, contestata, con  tante pagine colegate di  sospetti, per la quali, ci risulta, la Magistratura penale è già al lavoro.

Era chiaro da tempo,  da quando Emmelunga aveva ceduto l’attività al gruppo Aiazzone, che gli spacchettamenti,  le scatole cinesi, i finti affitti, rispondevano ad un’altra logica in cui prevaleva  la finanza e la speculazione sulla tecnica commerciale. 

Vendere la merce disponibile e non rifornire i negozi,  passare all’incasso incurante del rapporto con la  clientela,  spremere i dipendenti senza pagarli,  presuppone un solo obbiettivo: arraffare quanto più possibile e scappare!

Peccato che  scappano solo i “padroni” verso  i cosiddetti paradisi fiscali.  Alle loro spalle lasciano i gravi effetti di un sistema permissivo verso i prepotenti e punitivo nei riguardi dei più deboli:  ottocento dipendenti rimasti senza salario da molti mesi, che avranno appena il TFR dal fondo di garanzia Inps, se non hanno fatto la sciagurata scelta della  ”previdenza complementare”.

Proviamo a ostacolare il piano di fuga!

Hanno iniziato  dipendenti di Pomezia,  oggi,  dicendo basta e occupando i locali.  Lo hanno fatto  dopo aver  ricevuto la comunicazione del fallimento della HOLDING,  la disposizione dell’attuale affittuario, la PANMEDIA, di smettere la vendita per passare all’inventario e soprattutto un sonoro “niet” al pagamento delle tre mensilità arretrate oltre a 13^ e 14^.

Hanno bloccato tutto e chiedono la soluzione finale: attraverso la curatela fallimentare rimettere i negozi tutti insieme, affidandoli ad unico operatore di mercato che garantista affidabilità e prostettiva di rilancio dell’attività commerciale.

Colleferro (Roma). Arriva la Fiege-Borruso

COLLEFERRO. Arriva la Fiege-Borruso.

 Dopo una lunga trattativa (circa un anno), è stato raggiunto l’accordo sindacale per il trasferimento della Fiege-Borruso da Bagni di Tivoli a Colleferro.

 L’azienda tedesca, che opera nel settore della  logistica e che aveva già acquisito il marchio Borruso, ha fatto un grande investimento con la costruzione di un impianto moderno e funzionale a Colleferro, che prevede il raddoppio degli attuali volumi di lavoro e  nuove assunzioni.

 La trattativa con il sindacato è stata incentrata sulla tutela del reddito dei dipendenti che giocoforza dovranno raggiungere la nuova destinazione e sulle  prospettive future che se rapportato all’impegno profuso ci rendono abbastanza fiduciosi.

Il trasferimento di un’azienda comporta sempre disagi ai lavoratori ed alle famiglie, ma è materia complessa, spesso complicata dalle dissonanze  sindacali . Questa volta, però, possiamo dire che l’impegno unitario ha prodotto un buon risultato.  

VERBALE DI ACCORDO