Contratti pirata. Il Ministero mette il freno.

Applicazione Ccnl nell’ambito degli appalti pubblici

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la nota n. 14775 del 26 luglio 2016,  con la quale richiama l’attezione degli organi di vigilanza sulla necessità di procedere alla verifica dei rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative anche in relazione al personale impiego nell’ambito di appalti pubblici. Continua a leggere

BNL. Ricatto ai lavoratori degli archivi di Pratica di Mare

BNL Gruppo BNP PARIBAS  Lunedì 1 giungo 2015, davanti alla sede della Banca Nazionale del Lavoro di Pratica di Mare, in via Campo Ascolano, i 57 dipendenti espulsi dal lavoro manifesteranno in segno di  protesta contro l’azione ricattatoria della banca, che condiziona  la continuità di lavoro al ritiro dei ricorsi giudiziali su riconoscimento del diritto alla titolarità di rapporto con la Banca stessa. Continua a leggere

Riforma Fornero. Primi chiarimenti

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la circolare n. 18 del 18 luglio 2012, con la quale ha fornito le prime indicazioni operative alla applicazione della Riforma del Mercato del Lavoro (Legge n. 92/2012).

 LA CIRCOLARE N. 18-2012

APPALTI AUTOTRASPORTI. RESPONSABILITA’ SOLIDALE

Contratto di trasporto – applicazione del regime di responsabilità solidale

 

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 17 del 11 luglio 2012, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’applicazione del regime di responsabilità solidale - di cui all’art. 29, comma 2, del Decreto Legislativo n. 276/2003 – alle tipologie contrattuali più ricorrenti nel settore dei trasporti.

 

LA CIRCOLARE N. 17-2012

Successione di appalto, assimilazione al trasferimento di ramo di azienda

La sentenza del  Tribunale di Siracusa è estremamente interessante, in quanto attiene al delicatissimo tema del rapporto tra appalti e trasferimento di ramo d’azienda.

Il Tribunale ha accolto la domanda delle ricorrenti in base alle seguenti considerazioni.

Preliminarmente il Tribunale, dopo aver ribadito il primato delle fonti comunitarie (fra cui vanno annoverate le sentenze della Corte di Giustizia) su quelle interne ed aver riconosciuto lo stato dell’arte in tema di trasferimento d’impresa (con riferimento all’evoluzione delle fonti interne, alle sentenze della Corte di Giustizia, in particolare della n. 10761/02, e della Corte di Cassazione n. 19842/03)  ha ribadito, in linea con la giurisprudenza richiamata, che “si è realizzata la successione di un imprenditore ad un altro nella gestione di un servizio prescindendo totalmente da ogni rapporto tra il primo ed il secondo”.

LA SENTENZA TRIBUNALE DI SIRACUSA 

Contratti “Pirata”. C’è un limite a tutto!

Cinque euro l’ora? Paga incostituzionale

Il tribunale di Torino ha dichiarato il contratto Unci lesivo della dignità

Il giudice: il contratto Unci viola la dignità della persona

Negli ultimi anni Manuela ha lavorato per otto ore al giorno in fabbrica, collaudando compressori e facendo la magazziniera. Il suo collega ha lavorato le stesse ore, gomito a gomito, collaudando compressori e facendo il magazziniere. Ma mentre lui portava a casa uno stipendio decente, lei a fine mese si doveva accontentare di una paga infima: 840 euro lordi, circa 600 netti.

 Perché? Semplice: Manuela era socia di una cooperativa, la Coop 2000, che applica il contratto Unci-Cnai. Significa niente quattordicesima, tredicesima ridotta all’osso, ferie e straordinari al lumicino. La domenica non c’è alcuna maggiorazione. Idem se si lavora di notte invece che di giorno. Così Manuela ha lavorato per anni a 4,86 euro all’ora.

 Una paga da fame. Tanto che ora il tribunale del lavoro di Torino ha dichiarato quel contratto lesivo della dignità della persona. Violerebbe infatti l’articolo 36 della Costituzione che dice: «Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa».

Una sentenza importantissima perché il contratto Unci è a tutti gli effetti un contratto collettivo. L’Unione nazionale delle cooperative italiane firma questo genere di contratti con sigle sindacale sconosciute alla maggior parte dell’opinione pubblica (Confsal, Cisal, Fesica, Cnai) ma che hanno pari dignità da quando una legge ha previsto che i Ccnl non debbano più per forza essere firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi, ma possano esserlo anche da quelli comparativamente rappresentativi a seconda del settore lavorativo.

 Contratti diventati «famosi» nel mondo sindacale. Con i loro stipendi stracciati si aggiudicano tutti gli appalti al massimo ribasso». La Coop 2000 aveva vinto quello alla Abac, multinazionale che nello stabilimento di Manuela contava circa 600 lavoratori. Ma il contratto Unci, soprattutto in settori come quello della logistica, si sta diffondendo in fretta.

 Il tribunale di Torino ha condannato la cooperativa a liquidare a Manuela 8851,21 euro per gli anni arretrati.

 Ma come si calcola se uno stipendio è dignitoso? «Il giudice del lavoro Mauro Mollo ha compiuto una corposa ricerca facendosi consegnare dal Cnel tutti i contratti collettivi siglati per il settore logistica – spiegano gli avvocati Ernesto e Fausto Raffone, che hanno seguito Manuela nella causa – Dalla comparazione è emerso che il contratto Unci era inferiore del 35%. Un evidente e immotivata disparità. Il giudice, pur non intaccando il diritto di sigle sindacali meno rappresentative a firmare contratti collettivi, ha ritenuto la parte economica del contratto Unci incompatibile con la dignità del lavoratore».

La Stampa 29/10/2010

SENTENZA N. 3818 2010 – Tribunale Torino – pubblicata il 10-11-2010

Lavoratori del Turismo e tipologie contrattuali.

Min.Lavoro: gestione del rapporto di lavoro nel settore del turismo

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la circolare n. 34 del 30 settembre 2010 con la quale vengono fornite indicazioni operative relative alle problematiche e alla gestione del rapporto di lavoro nel settore del turismo.
La circolare chiarisce le modalità di utilizzo delle tipologie contrattuali che maggiormente possono contribuire allo sviluppo del settore – quali l’apprendistato, il lavoro intermittente, il lavoro occasionale accessorio ed il lavoro a tempo determinato – ed illustra il corretto utilizzo dell’appalto e degli strumenti di incentivazione del lavoro, come la detassazione del salario di produttività.
Infine, la circolare ribadisce l’importanza dell’azione di vigilanza svolta delle varie Direzioni provinciali del lavoro con l’obiettivo di combattere le forme di irregolarità e di sfruttamento.

CIRCOLARE MINISTERIALE n. 34 del 30 settembre 2010

Appalti e subappalti. Indicazioni ministeriali

Non è decisiva la proprietà di strumenti e dotazioni per ritenere illegittimo l’appalto od il subappalto. Occorre verificare tutte le circostanze concrete dell’appalto, la natura e la caratteristica dell’opera o del servizio di modo che si possa ritenere compatibile con un appalto genuino anche l’ipotesi in cui i mezzi materiali siano forniti dal soggetto che riceve il servizio , purché la responsabilità del loro utilizzo rimanga totalmente in capo all’appaltatore e purché attraverso la fornitura di tali mezzi non  sia invertito il rischio di impresa, che in ogni caso deve gravare sull’appaltatore stesso.

 Lo stabilisce il Ministero del Lavoro con l’ INTERPELLO N. 77-09

Appalto di manodopera e reale organizzazione della prestazione

Con sentenza n. 24625 del 23 novembre 2009, la Cassazione ha affermato che è illecito l’appalto il cui l’oggetto consiste nel mettere a disposizione del committente una prestazione lavorativa, lasciando all’appaltatore i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto quali: il pagamento della retribuzione, l’assegnazione delle ferie e l’assicurazione della continuità della prestazione mediante le opportune sostituzioni ma senza una reali organizzazione della prestazione stessa finalizzata a un risultato produttivo autonomo.