Latina. Asili comunali a forfait.

asilo-nidoContratti a forfait! E’ quanto emerge dalla proposta “transattiva” avanzata dalla società affidataria del servizio asili nido del comune di Latina, dopo aver vinto la gara a ribasso e tagliato le ore lavorative previste dal capitolato d’appalto. All’incontro presso la I.T.L., la soc. Esperia ha proposto un forfait di ore, prendere o lasciare. E il Comune? Ha implicitamente avallato la proposta con possibile revoca della messa in mora. E la legalità? Rischia di finire  sotto i piedi, come dichiara il Segretario Generale della Flaica di Latina.    IL VERBALE DI INCONTRO E LA POSIZIONE DELLA FLAICA

Finalmente il comune di Latina mette le cose in chiaro LA NOTA DEL COMUNE

Linea PIERROT

Nonostante la liberalizzazione degli orari di vendita continua la caduta degli acquisti. Non si salvano neppure  le grandi firme. Due considerazioni: 1) non aumenta le vendite l’ampliamento degli orari; 2) non basta l’attrazione del  prodotto di classe se i consumatori diventano sempre più poveri.LA PROCEDURA

Consorzio Agrario Latina. Ancora cig.

Doccia fredda il 30 dicembre per la delegazione dindacale della Flaica di Latina presso la Regione Lazio. Gli impegni assunti nell’incontro avuto in azienda nel corso della procedura di mobilità con il Commissario straordinario non sono stati mantenuti.

Infatti, il Commissario, aveva garantito alla Flaica la fine della cassa integrazione che scadeva a fine anno e la collocazione in mobilità dei soli lavoratori che si collegavano alla pensione con integrazione dell’in dennità al 100% della retribuzione netta annua.

Invece, con la sponda dei sindacati cgil-cisl-uil-sinalcap, peraltro minoritari rispetto alla Flaica, è passata la linea avallata dalla Regione per un ulteriore anno di cassa e l’integrazione del 90% per coloro che saranno posti in mobilità fino alla pensione.

Poteva andare meglio, perché la fine della cigs avrebbe significato la fine della crisi per il Consorzio, il recupo di ruolo sul territorio e maggiori garanzie per la prospettiva occupazionale.

Ma non finisce quì, perché non si può avere la “botte piena e la moglie ubriaca” e  la Direzione dovrà compensare ogni uscita con il pari abbassamento della  cig.

iIL VERBALE DI ACCORDO DEL CONSORZIO AGRARIO

Emmelunga-Aiazzone. Ultimo atto.

Sembra una  farsa,  ma è una tragedia. Annunciata, temuta, contestata, con  tante pagine colegate di  sospetti, per la quali, ci risulta, la Magistratura penale è già al lavoro.

Era chiaro da tempo,  da quando Emmelunga aveva ceduto l’attività al gruppo Aiazzone, che gli spacchettamenti,  le scatole cinesi, i finti affitti, rispondevano ad un’altra logica in cui prevaleva  la finanza e la speculazione sulla tecnica commerciale. 

Vendere la merce disponibile e non rifornire i negozi,  passare all’incasso incurante del rapporto con la  clientela,  spremere i dipendenti senza pagarli,  presuppone un solo obbiettivo: arraffare quanto più possibile e scappare!

Peccato che  scappano solo i “padroni” verso  i cosiddetti paradisi fiscali.  Alle loro spalle lasciano i gravi effetti di un sistema permissivo verso i prepotenti e punitivo nei riguardi dei più deboli:  ottocento dipendenti rimasti senza salario da molti mesi, che avranno appena il TFR dal fondo di garanzia Inps, se non hanno fatto la sciagurata scelta della  ”previdenza complementare”.

Proviamo a ostacolare il piano di fuga!

Hanno iniziato  dipendenti di Pomezia,  oggi,  dicendo basta e occupando i locali.  Lo hanno fatto  dopo aver  ricevuto la comunicazione del fallimento della HOLDING,  la disposizione dell’attuale affittuario, la PANMEDIA, di smettere la vendita per passare all’inventario e soprattutto un sonoro “niet” al pagamento delle tre mensilità arretrate oltre a 13^ e 14^.

Hanno bloccato tutto e chiedono la soluzione finale: attraverso la curatela fallimentare rimettere i negozi tutti insieme, affidandoli ad unico operatore di mercato che garantista affidabilità e prostettiva di rilancio dell’attività commerciale.

Consorzio Agrario Latina. Ancora sacrifici per la ripresa.

Firmato l’accordo per  la proroga di sei mesi della CIGS .

Il 26 gennaio scorso è stato firmato l’accordo presso la Regione Lazio con l’Amministrazione controllata del Consorzio Agrario di Latina.

La concessione degli ulteriori sei mesi previsti dalla legge conferma la prospettiva del risanamento e scongiura l’ipotesi della liquidazione coatta amministrativa del Consorzio. Infatti  nelle procedure fallimentari,  la legge condiziona l’ulteriore periodo di  cigs solo se il Commissario prova che la  ripresa dell’attività produttiva è possibile in base a dati certificati.

Per i lavoratori ancora sacrifici, ma ora ne vale la pena.  

 L’ACCORDO

Consorzio Agrario – salta l’accordo

Totale adesione dei dipendenti del Consorzio Agrario di Latina allo sciopero indetto dalla Flaica Uniti CUB per protestare contro i provvedimenti assunti dalla direzione aziendale in contrasto con l’accordo firmato alla Regione Lazio il 15 settembre scorso.

 In quella sede, fu concordato che le parti avrebbero dovuto riunirsi in azienda per stabilire le  modalità  di applicazione dell’accordo di massima.

 Il 23 settembre, si è svolto  l’incontro in azienda per dare seguito agli impegni. La  Flaica, in base alla votazione unanime dell’assemblea dei lavoratori,  ha chiesto che a concorrere nei sacrifici per uscire dalla crisi fossero chiamate tutte le figure professionali,   compreso i  4 DIRIGENTI ( su 38 dipendenti attuali e 26 che rimarrebbero!)  e lo stesso DIRETTORE, che non poteva certo esentarsi dal programma di interventi visto che durante il suo incarico l’attività è progressivamente crollata dell’80%!

 Per tutta risposta il direttore, sig. GIANNELLI,  ha esibito un verbale preconfezionato, funzionale ai suoi interessi,  ed a scapito di pochi ed incolpevoli dipendenti, firmato con le altre O.S. che in totale hanno appena 7 iscritti. Tra l’altro, gli stessi iscritti hanno partecipato allo sciopero contro tale accordo!

 Non solo, nonostante il disastro che ha creato,  il sig. Giannelli, ha trovato anche il tempo di contrattare con il consiglio di amministrazione la sua uscita per pensionamento con la  lauta ricompensa di un contratto di consulenza esterna per i  prossimi  diciotto mesi!

 Ed i lavoratori debbono ridursi la paga?

 Anche  le affermazioni fatte da Giannelli sulla questione delle cosiddette “riunioni per cortesia” fatte con la Flaica, in quanto non firmataria del contratto, dimostrano la sua povertà di competenza perché, nelle procedure di legge, come quella in argomento, la capacità di rappresentanza che rende valido l’accordo  è data dal numero di iscritti, che nel Consorzio Agrario  e dell’85%  a favore  della Flaica.

 La protesta continua, anche se Giannelli va in dorato esilio, per raggiungere un accordo equo e condiviso con  coloro che sono chiamati a riparare i danni prodotti della sua  sciagurata  gestione. 

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