Roma. Ristorante Il Fungo in solidarietà.

RISTORANTE IL FUNGOAnche il famoso ristorante in cima al “fungo”  in zona EUR a Roma entra in crisi. La storia e la curiosità non sono più di moda. Oggi, il mercato si  caratterizza  più con il prezzo che la qualità. Con   L’ACCORDO DI SOLIDARIETA’  si attenua transitoriamente l’esubero sperando nel presto ritorno alla piena attività.

Ammortizzatori sociali e novità

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha trasmesso agli Assessorati del Lavoro delle Regioni la nota n. 5425 del 24 novembre 2014 pdf_icon, con gli aspetti applicativi del Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014, sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente. Continua a leggere

Contributo di solidarietà. L’Inps pubblica la circolare

Da settembre secondo quanto si legge nella circolare n. 100 dell’Inps sulla riforma Fornero, si comincerà a pagare il contributo sul fondo di solidarietà residuale per i lavoratori non coperti dalla cig (nelle imprese con oltre 15 dipendenti). Il contributo è dello 0,50% sulla retribuzione (1/3 a carico del lavoratore) e sulla busta paga di settembre verranno tolti gli arretrati da gennaio 2014. Continua a leggere

Ammortizzatori in deroga. Definiti i limiti.

INPS: mess.5787/2014 – limiti alla fruizione di ammortizzatori in deroga per il 2014

Pubblicato il 7 lug 2014

inpsL’Inps, con il messaggio n. 5787 del 3 luglio 2014, riprendendo una comunicazione che il Ministero del Lavoro ha inviato agli assessori delle Regioni e delle Provincie autonome a non concedere trattamenti di cassa integrazione in deroga per periodi superiori ad 8 mesi,  comunica i limiti per la fruizione degli ammortizzatori in deroga per l’anno 2014. Continua a leggere

Ammortizzatori sociali in deroga. La lenta agonìa

Min.Lavoro: Ammortizzatori in deroga – i criteri per la concessione delle prestazioni

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la circolare n. 19 del 11 settembre 2014pdf_icon,  in applicazione delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014web che, alla luce delle disposizioni normative di cui all’articolo 4, comma 2, decreto legge 54/2013web, convertito nella legge 85/2013, individua i criteri concessivi e le procedure per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga. In pratica, le disposizioni contenute nel decreto si applicano agli accordi stipulati in sede regionale perle imprese ubicate nel territorio di una singola Regione e in sede governativa per le imprese c.d. plurilocalizzate, dal giorno della data di pubblicazione del decreto medesimo.

Legge di stabilità 2013. Le novità in materia di lavoro.

E’ stata approvata, in via definitiva, il 21 dicembre 2012, la c.d. “legge di stabilità”, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013. Si tratta di un provvedimento composto di un solo articolo ma di 560 commi. Ritenendo di fare cosa utile, si ritiene opportuno evidenziare i provvedimenti che afferiscono, direttamente od indirettamente alla c.d. “sfera – lavoro” e che possono risultare di estrema importanza sia per il personale delle Direzioni territoriali del Lavoro che dei cittadini “utenti” e di tutti coloro che operano, direttamente od indirettamente, sul “mercato del lavoro”.

Riduzione dello stanziamento a favore del Ministero del Lavoro e riforma dei patronati

Il comma 9 prevede che, a partire dal 2014, i fondi per il funzionamento del Ministero del Lavoro, siano ridotti di 30 milioni di euro annui: il tutto, nella logica del contenimento della spesa pubblica postulato dall’art. 7 della legge n. 135/2012. Tali risparmi potranno essere recuperati con la riforma dei patronati, la quale dovrebbe andare a regime a partire dal 2015, secondo alcuni principi riformatori della legge n. 152/2001, individuati dai commi compresi tra il 10 ed il 15:

  • I patronati potranno essere emanazione di confederazioni ed associazioni sindacali che siano costituite ed operative da almeno otto anni (ora sono tre) e abbiano sedi in almeno 2/3 delle regioni e delle provincie (ora è 1/3). Per l’anno 2014 i requisiti si riferiscono alla metà dei territori regionali e nazionali;
  • Il regolamento ministeriale dovrà prevedere anche altre significative modifiche secondo alcune previsioni modificative inserite nell’art. 13, comma 2, lettera c) e comma 7, lettera c);
  • I patronati già esistenti debbono adeguare le loro strutture entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della norma (ossia, dal 1° gennaio 2013).

Trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici

Come è noto, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 223/2012, era intervenuta dichiarando la illegittimità costituzionale dell’art. 12, comma 10, della legge n. 122/2010, nella parte in cui non esclude l’applicazione a carico del dipendente della rivalsa pari al 2,50% della base contributiva, prevista dall’art. 37, comma 1, del DPR n. 1032/1973. Tale disposizione (comma 98) è abrogata dal 1° gennaio 2011. I TFS liquidati sulla base di tale disposizione sono riliquidati d’ufficio entro un anno dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 185/2012, senza alcun recupero delle somme erogate prima. Il comma 99 prevede l’estinzione d’ufficio dei processi pendenti relativo alla restituzione del contributo previdenziale obbligatorio del 2,5% (comma 99) e le sentenze emesse, se non passate in giudicato, sono prive di effetti. I commi da 98 a 100 entrano in vigore dal giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (quindi, prima del 1° gennaio 2013, come previsto, in via generale, dal comma 560).

 Previdenza pubblica ed Istituti previdenziali

Il comma 108 prevede che gli Enti di previdenza pubblici debbano conseguire risparmi aggiuntivi per almeno 300 milioni di euro all’anno, intervenendo, in via prioritaria, sulla esternalizzazione dei servizi informatici, sulle convenzioni con i Caf, sulla locazione degli immobili, con la riduzione delle assunzioni per il triennio 2013 – 2015, con la riduzione dei contratti di consulenza, con la rinegoziazione dei contratti in essere con i fornitori e con la stipula di contratti di sponsorizzazione, nel rispetto dei principi contenuti nel D.L.vo n. 163/2006, sui siti internet istituzionali, o in spazi o superfici interne od esterne agli immobili. La riduzione appena citata sarà ripartita (comma 112) attraverso un DM del Ministro del Lavoro da adottare entro il 1° marzo 2013.

Il comma 109 prevede, nel triennio 2013 – 2015, un piano di verifiche nei confronti dei titolari di benefici scaturenti da invalidità civile, handicap, cecità, ecc., pari ad almeno 150.000. Le eventuali economie, susseguenti a tali accertamenti, andranno a finanziare il Fondo per le non autosufficienze fino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui.

Il comma 111 prevede per l’INAIL, una riduzione degli organici, con esclusione delle professionalità sanitarie.

 Lavoratori “salvaguardati”

Con i commi da 231 a 235 il Legislatore torna sui c.d. “lavoratori esodati” affermando che le regole “ante riforma Fornero”, ferme restando le salvaguardie individuate nei decreti interministeriali del 10 giungo e del 5 ottobre 2012, si applicano anche ai lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 e precisamente:

a)  Ai soggetti che hanno cessato il rapporto entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiano tutti i requisiti utili al pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità ex art. 7 della legge n. 223/1991, o durante il “godimento” dell’indennità di mobilità in deroga, e, in ogni caso, entro il 31 dicembre 2014;

b)      Ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato od accreditabile alla data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, sebbene abbia svolto, dopo il 4 dicembre 2011, un’attività non riconducibile a rapporto di lavoro a tempo indeterminato dopo l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a condizione che non abbiano conseguito, dopo la predetta data, un reddito annuo complessivo per tale attività non superiore a 7.500 euro, e che perfezionino i requisiti utili per la decorrenza del periodo pensionistico, entro i tre anni successivi all’entrata in vigore del D.L. n. 201/2012 (6 dicembre 2011);

c)       Ai lavoratori che abbiano risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012. Sulla base di accordi individuali anche sottoscritti ex art. 410, 411 e 412 cpc, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, pur se, dopo la cessazione abbiano svolto un’attività lavorativa non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che non abbiano conseguito per tale attività un reddito annuo lordo superiore a 7.500 euro e che perfezionino i requisiti utili al pensionamento entro i tre anni successivi al 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011;

d)      Ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria a tale data, i quali, in quanto fruitori dell’indennità, debbono attenderne la cessazione per poter effettuare il versamento volontario, a condizione che perfezionino il requisito pensionistico entro i trentasei mesi successivi al 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011.

Con decreto interministeriale Lavoro – Economia saranno fissati i criteri per l’attuazione delle predette disposizioni (comma 232): esso sarà emanato entro il 1° marzo 2013. L’INPS provvederà al monitoraggio delle domande di pensione (comma 233).

La normativa appena esaminata è finanziata per il periodo 2013 – 2020 attraverso una serie di conferimenti che variano da anno in anno ma che, complessivamente, raggiungono i 554 milioni di euro (comma 235). Presso il Dicastero del Lavoro, per l’anno 2013 è istituito un fondo di dotazione pari a 36 milioni di euro.

Quanto appena detto ai punti b) e c) è, sostanzialmente, diverso dalla previsione contenuta nel decreto del Ministro del Lavoro 10 giugno 2012, emanato in attuazione del comma 14 dell’art. 24 della legge n. 214/2011: infatti, a certe condizioni, e con il limite massimo di reddito di 7.500 euro annui, ottenuti con rapporto di lavoro anche subordinato, ma non a tempo indeterminato, si consente agli interessati di presentare l’istanza.

L’Esecutivo verificherà, con cadenza semestrale, la situazione dei lavoratori “esodati” (comma 237).

 Rivalutazione automatica delle pensioni

Il comma 236 interviene sulla rivalutazione degli importi pensionistici, stabilendo che per il 2014 ciò non avverrà per le fase superiori a sei volte il trattamento minimo INPS. Ugualmente, sempre nel 2014, ciò non avverrà anche per i c.d. “vitalizi” percepiti da coloro che sono stati parlamentari nazionali o regionali.

 Ricongiunzione e cumulo dei periodi assicurativi

Con i commi da 238 a 249 il Legislatore affronta i temi delle ricongiunzioni e del cumulo dei periodi assicurativi.

A domanda, viene ammessa la (comma 238) possibilità della costituzione, per lo stesso periodo di iscrizione, della posizione assicurativa invalidità, vecchiaia e superstiti nell’Assicurazione Generale Obbligatoria per gli iscritti al Cpdel (Enti locali), al Cps (Cassa pensione sanitari), al Cpi (insegnanti d’asilo e scuole private parificate)  e al Cpug (aiutanti ed ufficiali giudiziari) per i quali sia cessato il rapporto di lavoro entro il 30 luglio 2010. L’esercizio di tale facoltà non dà diritto alla corresponsione di ratei di pensione arretrati.

Fermo restando quanto previsto in materia di totalizzazione contributiva (comma 239), i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria (anche parasubordinata) che non siano titolari di trattamento pensionistico, possono cumulare i periodi assicurativi non coincidenti alfine di conseguire una sola pensione. I commi 241 e 242  disciplinano le modalità per la fruizione.

Il cumulo (comma 246) tiene conto di tutti i periodi assicurativi non coincidenti ed il pagamento sarà effettuato dall’INPS. Ogni gestione determina “pro – quota” quanto dovuto in relazione ai periodi maturati, secondo i calcoli previsti dal proprio ordinamento.

 ASpI e mini ASpI

Con i commi da 250 a 252 sono state introdotte alcune profonde modifiche alla disciplina introdotta dalla legge n. 92/2012 che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013. Si tratta di alcune novità che vanno ad incidere notevolmente su alcune materie come quella, ad esempio, del contributo d’ingresso all’ASpI: sicuramente l’INPS che, peraltro è già intervenuta sulla materia a più riprese (da ultimo, con la circolare n. 140/2012), fornirà ulteriori delucidazioni.

Vengono, innanzitutto, modificate le lettere a) e b) del comma 11 dell’art. 2 che disciplina il trattamento di sostegno ASpI per i nuovi eventi di disoccupazione a partire dal 1° gennaio 2016. La nuova formulazione (lettera a) prevede che per i lavoratori “under 55”, l’ASpI sia corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti “negli ultimi dodici mesi”, anche in  relazione ai trattamenti brevi di “mini ASpI”. Il testo della lettera b), prevede ora che per gli “over 55” ( di età pari ai 55), l’indennità sia corrisposta per un massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane contributive negli ultimi due anni, detratti i periodi eventualmente fruiti  “negli ultimi diciotto mesi”.

Viene modificato, poi, il comma 21 che riguarda la mini ASpI: l’indennità prevista dal precedente comma 20 (il requisito è di almeno tredici settimane di contribuzione per attività lavorativa negli ultimi dodici mesi) è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione ma “ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione”.

Al comma 22 è tolto il riferimento al “comma 15”: ciò significa che all’indennità di mini ASpI non trova più applicazione la previsione specifica contenuta in quel comma che fa riferimento a periodi sospensivi dell’indennità, a certe condizioni, in caso di nuova occupazione.

Viene, altresì, introdotto un nuovo comma il 24 – bis che afferma l’applicabilità all’ASpI delle norme già operanti, per quanto applicabili e se in linea con la previsione della legge n. 92, in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola.

Ma le novità di maggiore contenuto si trovano nelle modifiche introdotte al comma 31 ove, la precedente dizione, affermava che, a partire dal 1° gennaio 2013, per tutte le interruzioni di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, fosse dovuta a carico del datore di lavoro, una somma pari al 50% del trattamento iniziale mensile di ASpI, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale, nella quale andavano compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto era proseguito senza soluzione di continuità o se, comunque, si era dato luogo alla restituzione prevista dal comma 30 (ossia, quella che concerne la trasformazione a tempo indeterminato o la costituzione di un rapporto sempre a tempo indeterminato nei sei mesi successivi alla scadenza del precedente, cosa che dà diritto alla restituzione parziale del contributo addizionale pari all’1,40%). Ora il nuovo comma 31 è cambiato almeno nel primo periodo. Infatti, il contributo d’ingresso all’ASpI è dovuto soltanto in quelle ipotesi di risoluzione anticipata del rapporto a tempo indeterminato che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI (sempre a partire dal 1° gennaio 2013) e lo stesso è, in un certo senso predeterminato, corrispondendo al 41% del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni (che per il 2013 è pari a 483,80 per ogni dodici mesi, atteso che il riferimento da tenere in  considerazione è 1.1180 euro mensili, secondo la previsione del comma 7). La nuova formulazione, facendo salve le specifiche direttive INPS, peraltro preannunciate con la circolare n. 140/2012, sembrerebbe escludere le ipotesi legate al recesso per morte del lavoratore o anche, quelle dovute al licenziamento per il raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata.

Un’altra novità è contenuta al comma 39: dal 1° gennaio 2013 sarebbe dovuto scattare l’abbattimento per le agenzie di lavoro del contributo dovuto ai fondi di formazione per i lavoratori temporanei previsto dall’art. 12, comma 1, del D.L.vo n. 276/2003 (dal 4% al 2,6%), cosa che avrebbe, sostanzialmente, “ammortizzato” il contributo addizionale dell’1,40% sui contratti a tempo determinato che scatterà dal 1° gennaio 2013. Ora, tale abbattimento è posticipato al 1° gennaio 2014.

L’ultima modifica dell’art. 2 concerne il comma 71, lettera c): a partire dal 1° gennaio 2017 ad essere abrogato non sarà l’art. 10, comma 2, della legge n. 223/1991, ma l’art. 11, comma 2, che concerne il trattamento speciale di disoccupazione per i lavoratori edili licenziati nelle aree di crisi in presenza di grandi lavori non ultimati.

 Fondi bilaterali di solidarietà

Viene spostato (comma 251 dell’art. 3) al 17 luglio 2013 il termine ultimo  per la costituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali per tutti i settori non coperti dall’ombrello “protettivo” della integrazione salariale. Viene cambiato oltre chè il comma 4 di cui si è appena parlato, anche il comma 31 nel quale si stabilisce che i Fondi debbono assicurare per le causali di CIG e CIGS, la prestazione di un assegno ordinario di importo pari almeno all’integrazione salariale, la cui durata massima sia non inferiore ad un ottavo delle ore complessive lavorabili da computare in un biennio mobile.

 Incentivi all’occupazione

L’art. 4 della legge n. 92/2012 ingloba un nuovo comma, il 12 – bis: in materia di incentivi per l’incremento quali – quantitativo dell’occupazione giovanile e femminile, resta valido il DM “concertato” Lavoro – Economia del 5 ottobre 2012, pubblicato sulla G.U. del successivo 17 ottobre, che prevede incentivi “graduali” in caso di trasformazione di collaborazioni coordinate e continuative o di associazioni in partecipazione, in rapporti a tempo indeterminato o di nuove assunzioni a termine di durata di almeno dodici mesi.

 Fondi strutturali 2007 – 2013

Il comma 253 prevede programmi cofinanziati ed, al contempo, incrementa le somme da stanziare finalizzate al Fondo per l’occupazione e la formazione.

 Ammortizzatori sociali in deroga

Il comma 255 prevede un monitoraggio ministeriale sulle effettive esigenze di cassa destinate a questo tipo di interventi: se alla data del 30 aprile 2013 dovesse emergere dalle relazioni delle regioni e delle Province Autonome la necessità di ulteriori interventi finanziari, il Ministero del Lavoro potrà prevedere altre forme di intervento, dopo aver sentito le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, come, ad esempio, in via eccezionale, con la devoluzione delle risorse del 50% scaturente dall’aumento contributivo previsto dall’art. 25 della legge n. 845/1978, per il periodo 1° giugno – 31 dicembre 2013.

 Contratti di solidarietà

Il contributo integrativo all’80% per i contratti di solidarietà è prorogato (comma 256) per tutto il 2013, con un tetto di 60 milioni di euro.

 Lavori socialmente utili

Il comma 265 prevede un ulteriore stanziamento per il 2013 pari a 110 milioni di euro.

 Modifiche al D.L.vo n. 151/2001 in materia di tutela della maternità e della paternità delle pescatrici autonome

Il commi 336 e 337 intervengono sul D.L.vo n. 151/2001 includendo le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, all’interno delle disposizioni che tutelano la maternità per le lavoratrici autonome. Di conseguenza, sono modificati l’art. 66, comma 1 e l’art. 68, con l’introduzione di u n comma 2-bis che quantifica l’indennità giornaliera nella misura pari all’80% della massima giornaliera del salario convenzionale previsto per il settore. Viene esteso il congedo parentale previsto dall’art. 69 commi 1 e 1-bis.

 Parità uomo – donna

Con alcune modifiche al D.L.vo n. 198/2006, il comma 338 introduce l’obbligo, a carico degli organismi di parità, dello scambio di informazioni disponibili, con gli altri organismi europei. Il divieto di qualsiasi discriminazione in materia di accesso al lavoro riguarda anche l’ampliamento di un’impresa o l’avvio e l’ampliamento di ogni altra forma di attività autonoma (“inserimento” nell’art. 27, comma 1, del D.L.vo n. 198/2006.

 Congedi parentali

Il comma 339 interviene profondamente su alcune disposizioni del D.L.vo n. 151/2001 in materia di congedi parentali.

All’art. 32, viene aggiunto un nuovo comma l’1-bis che affida alla contrattazione collettiva il compito di stabilire le modalità di fruizione del congedo parentale anche su base oraria, con l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa, con un occhio di riguardo, circa le modalità di fruizione, per il personale del comparto sicurezza e difesa, di quello dei vigili del fuoco e del soccorso pubblico. Il comma 3 dell’art. 32, seppur leggermente modificato, conferma la validità del termine di preavviso al datore di lavoro di quindici giorni per il “godimento” dell’istituto, con l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo. Dopo il comma 4 è stato aggiunto anche un altro comma, il 4 – bis: durante il congedo le parti possono concordare, nel rispetto della previsione collettiva, adeguate misure di ripresa dell’attività lavorativa.

 Soggetti interessati dal sisma nella Pianura Padana

I commi da 365 a 368 individuano una serie di misure in favore dei titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo e delle imprese agricole che hanno sede operativa nei comuni colpiti dal sisma per accedere a forme di finanziamento bancario: il comma 366 prevede la possibilità di accedere ad un finanziamento statale per i versamenti, senza applicazione di alcuna sanzione, dei tributi e dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi dovuti fino al 30 giugno 2013.

 Contratti a tempo determinato nelle Amministrazioni Pubbliche

Nel rispetto dei vincoli di natura finanziaria (comma 400) le Pubbliche Amministrazioni (art. 2, comma 1, del D.L.vo n. 165/2001) possono prorogare i contratti a termine in essere al 30 novembre 2012 che superano il limite massimo dei 36 mesi o il diverso limite fissato dalla contrattazione collettiva di comparto, fino al 31 luglio 2013, previo accordo decentrato con le OOSS di settore, secondo la previsione dell’art. 5, comma 4-bis, del D.L.vo n. 368/2001. Il comma 401 modifica, con due commi, il 3-bis ed il 3-ter l’art. 35 del D.L.vo n. 165/2001, apportando delle specifiche modifiche in materia di reclutamento del personale, con riserva del 40% dei posti (limite massimo) a favore di coloro che hanno prestato la propria attività con rapporti di lavoro subordinato, alla data del bando di concorso, per almeno tre anni di servizio e con valorizzazione, con apposito punteggio dell’esperienza professionale maturata. Le modalità ed i criteri applicativi saranno forniti con DPCM che dovrà essere adottato entro il 31 gennaio 2013.

 Consigli di vigilanza e di indirizzo dell’INPS e dell’INAIL

Il termine di scadenza previsto per tali organismi viene prorogato dal comma 402, al 30 aprile 2013. A tal proposito gli obiettivi di risparmio derivanti dalle misure di razionalizzazione sono incrementati, per il 2013, di 150.000 euro destinati al funzionamento di tali organismi “prorogati”.

 Legge n. 2/2009, art. 19: proroga di alcuni ammortizzatori

Il comma 405 prevede la proroga, a tutto il 2013, del finanziamento degli ammortizzatori individuati ai commi 14 e 16 (al 90%) dell’art. 19 della legge n. 2/2009.

 Regolamenti organizzativi dei Ministeri

Il comma 406 proroga al 28 febbraio 2013 il termine ultimo per le Amministrazioni centrali dello Stato, per definire i propri assetti organizzativi.

 Personale degli Sportelli Unici per l’Immigrazione e delle Questure

Il comma 410, nel prevedere una proroga dei contratti in scadenza fino al 30 giugno 2013, assegna 10 milioni di euro per il loro finanziamento.

 Sciopero nei servizi pubblici essenziali

Il comma 522 interviene su alcune specifiche disposizioni contenute nella legge n. 146/1990, dimezzando le sanzioni  a carico di chi non rispetta l’obbligo di erogazione dei servizi ritenuti essenziali in caso di sciopero. In particolare si interviene sui commi 2 (da 5.000 a 2.500 euro), 4 (da 5.000 a 2.500 euro) e 4 –bis (da 5.000 a 2.500 euro) dell’art. 4 e sul comma 1, secondo periodo (da 5.000 a 2.500 euro) dell’art. 9. Con il comma 523 si provvede al finanziamento, anche per il prossimo triennio, della commissione di garanzia sugli scioperi.

 

Contratti di solidarietà. Calcolo riduzione orario.

Il Ministero del lavoro, con la nota 3358-2010, ha chiarito i criteri di calcolo per la riduzione dell’orario di lavoro nei contratti di solidarietà.

Il Ministero chiarisce che il numeron  massimo della percentuale di riduzione, 60%,  si raggiune come media tra i lavoratori interessati. Ne discende  che la riduzione può essere differenziata tra i singoli soggett.

Nota Ministero del lavoro n.3558-2010

Contratti di solidarietà. Integrazione all’80%

L’ integrazione per i Contratti di solidarietà aumentata all’80%. 

La nuova misura dell’integrazione per i C.d.s., pur con i vincoli finanziari previsti, va nella direzione rivendicata dalla Cub per aumentare le misere misure degli ammortizzatori sociali

Dal 1° luglio 2009 l’integrazione salariale dei contratti di solidarietà passa dal 60 all’80% e vale per tutti gli accordi in essere a questa data. L’agevolazione è a titolo sperimentale e si esaurisce (salvo proroghe) al 31 dicembre 2010.

Con questa modifica, i contratti di solidarietà sono più convenienti rispetto alla Cigs, sia per le aziende sia per i lavoratori per la mancanza di massimali di intervento previsti invece per la Cigs.

L’articolo 2 del decreto stabilisce che l’aumento dell’integrazione spetta ai «lavoratori destinatari del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà». 

La norma prevede un contingentamento delle risorse: 40 milioni per il 2009 e 80 per il 2010. Se le risorse economiche dovessero finire, l’Inps deve tenere conto dell’ordine cronologico di stipula degli accordi di solidarietà (la data è riportata nei decreti ministeriali di autorizzazione al trattamento di integrazione salariale), privilegiando quindi le crisi più risalenti. 

Cos’è Il contratto di solidarietà di tipo “difensivo” disciplinato dall’art. 1 della legge 863/84 è finalizzato al mantenimento della occupazione mediante la riduzione dell’orario “al fine di evitare in tutto o in parte la riduzione o la dichiarazione di esuberanza di personale”

L’integrazione salariale ora prevista per contratti di Solidarietà:

-  80% per gli anni 2009-2010 della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario

 -  Non è soggetta all’applicazione dei massimali previsti dalle integrazioni salariali

 -  Non comprende gli aumenti da accordi aziendali nei 6 mesi antecedenti il c.d.s.; comprende invece gli eventuali aumenti aziendali successivi alla stipulazione del cds

 -  TFR la quota parte non lavorata interamente a carico INPS.

 -  Malattia: la malattia verrà pagata al 100% per le ore che avrebbe lavorato e al 80% per le ore perse di riduzione

 -  Ferie e permessi si maturano per intero, la retribuzione è integrata all’80% per la parte non lavorata. Inoltre: I contributi a carico del lavoratore sono pari al 5,84% quindi in realtà l’integrazione è superiore al 80%)

 -  PAGAMENTO DIRETTO: Il trattamento è, generalmente, anticipato dall’azienda. E’ previsto a richiesta il pagamento diretto analogamente a quanto previsto dalla c.i.g.s.

La gravità della crisi in particolare del settore manifatturiero e il suo prolungarsi nel tempo,  richiede la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario in termini strutturale.

In via transitoria va allargata l’applicazione dei CdS; e rivendicato l’aumento dell’indennità di Cigs e Cigo almeno all’80% del salario, perché ormai copre meno del 50% del salario perso.

 A cura dell’ufficio studi Cub   –  ARTICOLO SOLE 24 ORE      Messaggio INPS n. 8097 del 22-03-2010

Latina Febbraio 2010

 

Contratti di solidarietà e cigs

Min.Lavoro: la CIGS per contratti di solidarietà

 

La Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la nota 14/1879 del 21 gennaio 2010 relativa all’utilizzo della CIGS per contratti di solidarietà, ai sensi della legge 863/84.

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ e cigs – Nota 1879-2010

Contratti di solidarietà

Min.Lavoro: integrazione salariale per Contratti di solidarietà

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto Interministeriale del 17 novembre 2009, relativo all’ammontare del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà, per aziende industriali, di cui all’articolo 1, comma 1 del decreto-legge 30/10/1984, n.726, convertito, con modificazioni, dalla Legge 19/12/84 n. 863.
Il Decreto è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

DECRETO INTERMINISTERIALE 17- 11-2009

LEGGE 863-84