ASP CIAMPINO. Accordo sul rientro degli Asili nido.

HandicapFinalmente conclusa l’esternalizzazione alle Cooperative del servizio  Asili Nido di Ciampino. Diciotto mesi di gestione privata, quanto basta per fare  la differenza e convincere l’Amministrazione comunale che i servizi pubblici debbono restare tali: il privato non è bello, il privato è fatto di profitto a danno dei cittadini e lavoratori. L’ACCORDO QUADRO

 

Ciampino. Incontro per gli Asili comunali

Incontro interlocutorio con il comune di Ciampino sul problema degli Asili Nido, attualmente affidati alle cooperative Astrolabio e Nuova Era per diciotto mesi a causa di un bando rimasto appeso per circa otto anni e che il TAR del Lazio ha deciso di affidare al Consorzio Parsifal.

Il personale dell’Asp, attualmente in prestito alle Cooperative, rischia di trovare al ritorno una scatola vuota. Infatti, a giorni sarà costituita una nuova Azienda Speciale nella quale, chiediamo, deve transitare fin da adesso anche il personale in aspettativa.

Il verbale dell’Incontro al Comune

 

Ciampino (Roma). Firmato l’accordo per la nuova Azienda Speciale.

Dopo mesi di trattative, lunedì 25 gennaio è stato firmato l’accordo al Comune di Ciampino per la costituzione della nuova Azienda Speciale e l’uniformità di trattamento contrattuale per tutti i dipendenti. Su questo aspetto, però, visti i tempi stretti, per adesso vengono applicati due CCNL (al posto di sei), peraltro abbastanza dissonanti con gli ambiti settoriali. L’intento condiviso, però, è quello di arrivare ad un unico contratto, possibilmente quello dei dipendenti degli Enti Locali.      IL VERBALE ACCORDO

CIAMPINO (Roma). Gli Asili in “trasferta”.

E’ paradossale ciò che succede nella gestione degli Asili nido comunali di Ciampino, già affidati in “house” all’Azienda comunale ASP ed ora assegnati alle Cooperative sociali Astrolabio e Nuova era in forza di una una gara d’appalto bandita nel 2009, quando la normativa statale obbligava gli Enti locali a mettere Continua a leggere

CIAMPINO (Roma). Contro l’accordo farsa, i dipendenti dell’A.S.P. occupano il Comune.

flaicaIl 19 dicembre i dipendenti dell’Azienda Speciale Pluriservizi, società a totale capitale pubblico del Comune di Ciampino, hanno partecipato in stragrande maggioranza alla manifestazione di protesta indetta  dalla Flaica contro la messa in esecuzione dell’improvvido accordo sindacale firmato dai sindacati confederali, con  il quale il pagamento della tredicesima mensilità, insieme alla prossima quattordicesima.,  veniva rinviato all’anno ………..2015!

Tale accordo era stato già impugnato dalla Flaica, sindacato di maggioranza nell’ASP, subito dopo la sua sottoscrizione, avvenuta nel mese di settembre 2013, giustificato con il   ritiro della procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda a fine luglio.

Una procedura che doveva essere funzionale al riassetto dell’A.S.P., con il bilancio sempre più in rosso, a causa della dissennata gestione politico-clientelare che ha accumulato deficit crescente negli anni, per effetto  di sprechi e privilegi prodotti dalla regola perversa della politica che usa il pubblico denaro per la formazione del consenso.

Sprechi e privilegi costituiti da prebende e “superminimi”  concessi ai fedeli della classe dominante, dalle numerose  promozioni a “Quadro dirigente”, dove molti si occupano di niente,  dal parcheggio di personale amministrativo divenuto inutile per l’esternalizzazione dei servizi di competenza, che diventano così un doppio costo.

Sprechi e privilegi che vedono le Farmacie in  perdita ed i Farmacisti al ristorante tutti i giorni con il conto a carico dell’ASP.

Questo, mentre negli Asili nido viene giornalmente  violato il rapporto della presenza tra educatori e bambini, nella refezione scolastica sono state abbattute  le sostituzioni e nel servizio di assistenza all’handicap gli operatori vengono pagati ad “orario netto”, cioè non per l’itero arco della prestazione lavorativa giornaliera, ma solo per le ore di fronte assistito.

La Flaica, nel confronto avviato sulla  procedura di mobilità, a differenza degli altri sindacati, non ne aveva chiesto il ritiro, ma un serio approfondimento,  nell’intento di preservare la logica della gestione diretta dei servizi pubblici, che si garantisce attraverso la loro qualità e contenimento di costi, perché quando si privatizza un servizio alla collettività lo scopo di  lucro dei privati si realizza sullo sfruttamento dell’utenza e degli addetti.

Nel merito, la Flaica chiedeva di abbattere i costi strutturali dell’A.S.P. attraverso l’eliminazione di sprechi e privilegi, mediante l’assorbimento dei superminimi e degli altri costi clientelari, ricollocando gli esuberi in altri  ambiti di servizi comunali da far gestire in  house all’azienda, nella logica che la spesa pubblica debba essere produttiva e non parassitaria.

L’Amministrazione comunale, invece, non potendo resistere al “mostro” politico che essa stessa ha cgenerato, ha ritirato la procedura e imposto ai sindacati di sistema una soluzione che ha dell’incredibile: il rinvio al 2015 del pagamento delle mensilità supplementari per ridurre il deficit di bilancio 2013!

 

Ciò è ancora più grave perché all’Asp non sanno neppure  che il rinvio di un pagamento non modifica gli effetti sul bilancio dell’anno di competenza, ma ne rinvia solo il flusso finanziario!.

Questi pessimi promotori del peggior messaggio sociale, hanno trascurato perfino il significato più elementare della loro intesa, semmai potesse avere degli sbocchi giuridicamente possibili. Con tale accordo, viene provato che essi difendono gli sprechi ed i privilegi di casta, addossando il costo ai  più deboli, a quelli che sudano e lavorano tutti i giorni a poco prezzo: i part-time, gli operai, i precari, le figure più umili, in sintesi  i più  poveri.

E’ il concetto di solidarietà posto all’inverso: tolgono alle fasce sociali più deboli   per dare  ai  privilegiati della casta  politica.

Ma, quando è troppo, anche i poveri si ribellano. Ed è quello che è successo il 19 dicembre a Ciampino. I dipendenti, guidati dalla Flaica,  hanno organizzato la protesta ed occupato gli uffici comunali fino a sera tardi, cioè fino a quando il Sindaco ed il Presidente dell’A.S.P. non hanno assunto l’impegno di pagare la tredicesima annullando lo sciagurato e contestato accordo.

Ora, a cose fatte, tutti si attivano, non solo per opportunismo, ma finanche per sciacallaggio.

CIAMPINO (Roma). Pace armata sulla gestione degli asili.

 

La battaglia dei dipendenti degli asili nido, insieme ai genitori dei bambini frequentanti,  ha avuto un primo risultato: l’Amministrazione comunale prorogherà  l’affidamento all’Azienda Speciale fino a luglio, con l’impegno di approfondire la tematica posta dal sindacato ed evitare di spostare dal pubblico al privato la gestione dei servizi sociali.

 Il 18 novembre ci sarà un ulteriore incontro per definire i dettagli dell’accordo.

 La richiesta al  

SINDACO del  COMUNE DI  CIAMPINO

                                                                                      

 

OGGETTO: richiesta incontro.

 Egr. sig. Sindaco,

                                  intendiamo rappresentare il disagio e le preoccupazioni degli Operatori occupati negli Asili Nido per le notizie provenienti dagli uffici Comunali sulla paventata,   prossima dismissione del servizio da parte dell’A.S.P. 

        Le stesse perplessità  esistono   anche tra i genitori, che hanno avuto modo di apprezzare in questi anni l’alta qualità del servizio fornito dall’Azienda Speciale e temono che, con l’affidamento a privati delle Strutture,  la logica  d’impresa prevalga sul valore sociale-educativo dei bambini.

       Ulteriori dubbi, provengono dall’analisi della disciplina legislativa di riferimento e dalla stessa giurisprudenza formatasi dopo la  pubblicazione del bando,  in base alla quale risulta chiarito che i servizi sociali erogati dai Comuni attraverso le Aziende Speciali non sono soggetti all’obbligo di esternalizzazione.

       Nella questione, entra in gioco anche il futuro dell’Azienda Speciale, già in difficoltà per la  perdita di “quote di mercato” e dalle recenti norme che le vietano dal prossimo anno l’affidamento dei servizi strumentali.

        E’ per questo che, insieme alla delegazione sindacale, Le chiediamo  un incontro per poterLe illustrare i motivi delle nostre valutazioni.

        Stante i tempi stretti e l’incombente  periodo natalizio, Le chiediamo di  assegnare alla presente carattere di urgenza.

         Restiamo in attesa di conoscere le Sua disponibilità e Le porgiamo distinti saluti.

                                                                                                      Il Segretario Regionale

                                                                                                          (Amedeo ROSSI)

Roma, li 22/11/12.

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  E la petizione sottoscritta da operatori e genitori

Al sig. Sindaco

di CIAMPINO

 I genitori dei bambini frequentanti gli asili nido ed il personale addetto, esprimono forti  riserve sull’opportunità di affidare la gestione delle attività ad un ditta esterna, che ha offerto un prezzo più basso del costo attuale.

 Il costo attuale è dato dal numero essenziale di personale previsto dalla legge regionale, retribuito con il minimo salariale, e dagli ausili connessi al progetto educativo. Dove potrà fare i suoi risparmi ed i suoi nuovi ricavi l’impresa privata se non  sul trattamento del personale  e  sull’insieme dei costi che determinano la qualità del servizio?

 Parliamo di un  servizio educativo molto delicato perché rivolto a bambini da 1 a 3 anni per i quali anche un sorriso in meno od un giocattolo rotto possono influenzare la formazione della personalità.

 La qualità del servizio in un asilo nido è data dalla felice sintesi tra personale educativo sereno e motivato e disponibilità  di strumenti all’altezza dell’offerta formativa.

 In linea con i principi che la formazione educativa  pubblica deve prevalere su quella privata e che un servizio sociale non debba tendere a procurare redditività ma a ripartirne il costo, Le chiediamo di rinunciare ad esternalizzare gli asili nido anche perché non esiste un obbligo a farlo.

 Viceversa, sarebbe una scelta amministrativa inspiegabile e culturalmente contraddittoria.

 Ciampino, 30/11/12.

Rocca di Papa (Roma). Refezione scolastica, l’Asp licenzia.

Sconcertante sorpresa  per i 20 lavoratori occupati nel servizio di refezione scolastica nel comune di Rocca di Papa.

All’improvviso si sono visti recapitare la lettera di licenziamento dall’A.S.P. di Ciampino per scadenza dell’appalto.

L’Asp non ha tenuto conto delle  esigenze di tutela occupazionale in quanto, allo stato, non è  ancora deciso chi dovrà gestire il servizio alla ripresa dell’anno scolastico.

Su iniziativa sindacale, venerdì 24 giungo, si è svolto l’incontro tra l’Asp e la Flaica Regionale che ha chiesto la revoca dei licenziamenti e la sospensione dei lavoratori durante la pausa estiva,  come da prassi.

L’Asp, si è riservata la decisione perché intende prioritariamente pervenire ad un chiarimento con l’Amministrazione comunale, non ultimo il problema dei corrispettivi che non riesce a riscuotere, ma che, abbiamo detto, non appartiene all’agire sindacale.

Il 28 giugno la Flaica Regionale ha incontrato il Sindaco, che ha convenuto sulla necessità di far annullare i licenziamenti ripristinando la certezza occupazionale ai lavoratori. In ogni caso, il sindaco si è impegnato ad ufficializzare la lista dei dipendenti già in servizio con l’indicazione delle mansioni, livello,  parametro e retribuzione, che dovrà  costituire parte integrante del capitolato di appalto ove questo fosse posto in  gara.

Nei prossimi incontri saranno firmati gli accordi.

Capire i tempi, mantenere i diritti.

L’accordo  firmato dalla Flaica Regionale presso l’Asp di Ciampino rappresenta  il viatico del nuovo sindacato per camminare sul sentiero della moderna società del lavoro, nella quale per svolgere un ruolo non è  necessario rinunciare  alla storia.

 L’antefatto risiede nella denuncia dell’accordo del 2006 da parte dell’Azienda Speciale Pluriservizi di Ciampino, con il quale la Flaica aveva ottenuto il riconoscimento dei primi tre giorni di malattia ai dipendenti delle mense scolastiche, che per il contratto nazionale di settore non sono retribuiti se l’assenza non supera i cinque giorni.

 

L’Azienda sosteneva che l’accordo del 2006 aveva determinato l’abnorme assenteismo per malattie brevi, difficili da sostituire, con grave pregiudizio per il servizio e notevole  aggravio dei costi.

 Nella  trattativa sono stati ribaditi i criteri della sana gestione dell’impresa, basati sul controllo dei costi, della produttività e del merito, senza per questo rinunciare ai diritti  conquistati nel tempo dai lavoratori.

 L’accordo, quindi, stimola la presenza al lavoro senza annullare il pagamento delle malattie brevi.  

ACCORDO SINDACALE 31 OTTOBRE 2010