Latina. La curatela fallimentare della Latina Ambiente non rispetta gli accordi.

Si complica la posizione dei lavoratori S.I.A., addetti al riassetto e controllo dei cassonetti  nel servizio di igiene ambientale gestito dalla Curatela fallimentare della Latina Ambiente. Nonostante l’accordo del 16 giugno 2017 firmato all’Ispettorato del Lavoro, l’azienda non  ha ancora pubblicato il bando per il riaffidamento del servizio. Nel frattempo l’Amministrazione comunale ha deciso di affidare l’intero ciclo dei rifiuti alla costituenda ABC (Ambiente Bene Comune), che sarà formalmente approvata nel Consiglio Comunale del prossimo 8 agosto. I lavoratori SIA, essendo parte integranti del servizio, chiedono di transitare nella ABC al pari dei colleghi in forza alla fallita Latina Ambiente. ARTICOLO LT OGGI LT OGGI 18 AGOSTO

Latina. Crisi Selex, la solita soluzione.

Qualche giorno fa, è arrivata l’intesa sulla lunga trattativa tra management aziendale e le solite organizzazioni sindacali

Questo accordo, avalla la dinamica aziendale tesa a ridurre i livelli occupazionali ed a massimizzare l’esternalizzazione delle lavorazioni, cosa alla quale ci ha abituato la Finmeccanica, con  le altre società controllate.

Il riassetto in realtà è teso a mascherare le gravi difficoltà in cui versa la Elsag spa ed a scaricare, sul maggior numero di lavoratori, il peso di una pesante ristrutturazione.

La Flmu-CUB dissente dalla filosofia dell’accordo e continuerà a battersi per cambiare il metodo di approccio alle crisi industriali, per evitare che a pagare siano sempre gli stessi: i lavoratori.

LATINA OGGI – 4 LUGLIO 2011

Aprilia (LT). La Multiservizi in crisi.

E’ crisi nera alla Multiservizi  di  Aprilia, il secondo comune della provincia di Latina, schiacciata dai debiti a causa  ”dell’allegra” gestione delle passate amministrazioni.

Roba da codice penale, perché in otto anni di vita hanno accumulato 15 milioni di euro di debiti, senza mai approvare un bilancio!

Sono 250 i dipendenti a rischio fallimento, che chiedono un miracolo al Sindaco attuale,  il quale si è impegnato a compiere  un’operazione straordinaria: l’approvazione di tutti  i bilanci passati , l’ufficializzazione del debito e la rateizzazione dello stesso con gli Enti creditori  per Iva, Irap e  Contributi Inpdap mai versati.

La proposta però  è condizionata alla ristrutturazione dell’azienda, che ne prevede in pratica lo smembramento. I servizi di natura ambientale saranno  trasferiti alla Progetto Ambiente, l’altra azienda comunale,  e per il lavoratori non cambierebbe molto; i servizi sociali restano all’Asam e, naturalmente, neanche per questi lavoratori cambia niente; cambia tutto, però, per una trentina di dipendenti addetti ai parcheggi e servizi generali per i quali è prevista la privatizzazione e quindi una condizione più precaria rispetto a quella attuale.

E’ sul destino di  questi lavoratori che non siamo d’accordo!

Abbiamo chiesto al Sindaco di adottare un progetto di riqualificazione per tali dipendenti inserendoli nei  servizi di natura amministrativa che saranno affidati ex novo alla Multiservizi.

A queste condizioni, se l’assemblea generale del 2 maggio approverà, si può fare l’accordo e compiere un’operazione di bonifica amministrativa e salvaguardia dei diritti.

LATINA OGGI – ARTICOLO

Croce Rossa Italiana. I lavoratori del 118 non sono di serie B.

                               CONDANNATA LA CROCE ROSSA ITALIANA

 Il Tribunale del Lavoro di Latina, con sentenza n. 3919 del 21/12/2010, ha disposto:

 “..l’inquadramento alla luce delle disposizioni pattizie di cui al contratto collettivo enti pubblici non economici richiamate dall’art. 6 del DPCM 6 maggio 2005 n. 97 delle figure degli autisti soccorritori delle ambulanze della CRI  nella posizione B di cui alla citata disposizione pattizia” ..e.. “Condanna la Croce Rossa Italiana a corrispondere le eventuali differenze retributive maturate dall’assunzione al saldo, oltre interessi e rivalutazione.”

In altre parole, la sentenza stabilisce che anche ai dipendenti del 118 spetta lo stesso trattamento economico e normativo di tutti gli altri dipendenti della Croce Rossa Italiana.

 Il ricorso era stato proposto dall’avv. Paola CATANI del Foro di Latina, legale della  CUB,   su mandato di un gruppo di autisti iscritti al sindacato e della stessa R.S.A.

 A prima vista sembra l’epilogo di una ordinaria controversia sindacale, ma la storia è più complessa e assume  significati ben più profondi.

 Inizia  nel 2006, quando l’ARES affida alla Croce Rossa di Latina il servizio di emergenza sanitaria. La   C.R.I. inizia la gestione diretta ed assume gli operatori del 118. La CRI è Organismo statale,  tenuto ad applicare per legge al proprio personale  il trattamento economico,  normativo e previdenziale dei lavoratori dipendenti da Enti Pubblici non economici.

 La C.R.I., invece, non solo a Latina, violando la legge,  decide di creare una  doppia categoria di dipendenti:  all’una, l’elite, l’apparato, il nucleo storico e la “corte”,  che opera in  condizione di lavoro protetta, confortevole ed agiata, decide di mantenere un trattamento economico di tutto rispetto, per effetto delle ulteriori migliorie integranti il contratto nazionale degli Enti pubblici; all’altra, quella degli operatori in prima linea, sul territorio, nella precarietà delle  postazioni, di notte, di festa, con mezzi inefficienti ed obsoleti,  col rischio permanente di chi mette in gioco ogni istante se stesso per salvare una vita, con il costo umano del contatto quotidiano con la  sofferenza, decide di ridurre il salario attraverso l’applicazione di  una normativa impropria, il  contratto della sanità privata,   notevolmente più basso a causa dello scarso peso contrattuale  di quella categoria nel pianeta sanità.

 Nonostante le  proteste dei lavoratori la C.R.I. non recede. Anzi, blinda l’ improvvida scelta con un accordo sindacale, prettamente verticistico e senza consenso della base, sottoscritto unicamente dalla Federazione dei lavoratori pubblici della Cgil che, paradossalmente, produce i suoi  effetti unicamente sui  lavoratori che l’Ente considera privati! 

L’esito della causa  è clamoroso, perché stabilisce un principio che si estende a tutti i dipendenti della C.R.I., anche negli altri territori. Sarà pure un costo aggiuntivo sul bilancio dell’Ente, ma sarà utile per contrastare la tendenza  delle pubbliche amministrazioni, che,  dovendo ridurre la spesa, tagliano unicamente su coloro che lavorano.  Servirà a mettere in crisi una cultura, perché le poste di bilancio di un’Azienda pubblica  si compensano con l’efficienza e la rinuncia agli sprechi, non  con la “cresta” sul salario dei dipendenti più deboli.

 Un sistema perverso, da combattere, che ha contribuito ad impoverire le famiglie e l’economia in generale.

 Per  chiarezza, nel ricorso l’Avv. Catani aveva chiesto la pronuncia del Giudice anche su un altro aspetto del contratto di assunzione, quello del tempo determinato. Il Giudice si è dichiarato incompetente su questo argomento, che nel frattempo era stato  comunque  risolto sul piano sindacale.

IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA – C.R.I. LATINA   IL MESSAGGERO     LA PROVINCIA

LA SENTENZA

Latina 8 marzo. Festa della donna e non solo.

LA FESTA L’HANNO FATTA A TUTTI I DIPENDENTI, IN PREVALENZA DONNE, CHE PRESIDIAVANO IL POSTO DI LAVORO NEL VICTORIA PALACE HOTEL.

L’hanno fatta ai clienti alloggiati nell’albergo, svegliati all’alba dal frastuono “dell’assalto” dei reparti speciali in assetto di “guerra”.

L’hanno fatta alla dignità della vita dei dipendenti che chiedevano solo di mantenere il lavoro che c’è e per una diatriba giudiziaria viene a mancare.

L’hanno fatta all’etica della giustizia che presuppone il contemperamento di tutti gli interessi in gioco per i quali è necessaria una ribadita sentenza e non una semplice ordinanza per evitare l’impatto sociale ed il danno all’immagine della vocazione   turistica  dell’intero territorio.

L’hanno fatta al diritto costituzionale della libertà  di associazione  ”sequestrando” il sindacalista all’esterno per evitare contagi.

La festa, o meglio la frittata, è fatta. Ma, sia pure con tanta amarezza, diciamo che non finisce qui. Qualcuno dovrà pure rispondere dei danni procurati. Stiamo vedendo se è possibile una “class action”.

La battaglia si sposta in Tribunale ed inizia con due date già definite: il 31 di marzo ci sarà  l’udienza sulla legittimità dell’affitto ed il 1 di aprile sulla legittimità dell’ordinanza di “sloggio”.

I lavoratori saranno presenti in massa in entrambe le occasioni..

 rassegna stampa: Latina oggi 1   latina oggi 2   Il Messaggero

                                          ACCORDO CASSA INTEGRAZIONE

                                       Latina Oggi 2 aprile 2010